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Piazza Affari mostra un leggero rialzo a inizio giornata, in un clima improntato alla cautela. Dopo poco l’avvio l’indice Ftse Mib segna un +0,2% in area 22.305 punti. L’indice principale della Borsa di Milano sta tentando nuovamente il break della resistenza importante a 22.334 punti. L’impostazione quindi rimane rialzista ma sarà necessario il superamento di tale livello per avere un segnale di recupero di forza con target a salire verso 23.000 e 23.500 punti. Si ricorda che la seduta odierna sarà l’ultima del 2020 per Piazza Affari, che riprenderà gli scambi lunedì 4 gennaio. Il bilancio sull’intero anno è negativo per circa il 5%.
I mercati continuano a osservare i dati sulla diffusione del vaccino, con possibili ritardi per quello di Astrazeneca, e l’aumento continuo e talvolta accelerato dei casi di contagio, che porta alcuni paesi, tra cui la Francia, a prendere in considerazione un ulteriore inasprimento delle misure restrittive. La cautela è dettata anche dagli ultimi sviluppi del dibattito politico sul piano di rilancio degli Stati Uniti. Mitch McConnell, il leader della maggioranza repubblicana al Senato, ha scartato l’idea di un voto immediato sull’aumento degli aiuti a 2.000 dollari verso milioni di famiglie americane. Per quanto riguarda l’Italia, oggi è atteso il voto di fiducia sulla legge di Bilancio con l’approvazione definitiva della Manovra e nel pomeriggio è convocato il Consiglio dei ministri. Il premier Giuseppe Conte terrà la consueta conferenza stampa di fine anno.

Bene Saipem, dietrofront per Atlantia

Tra i titoli di Piazza Affari, scatto di Saipem che sale in testa al pnaiere principale con un progresso di oltre 2 punti percentuali. Il gruppo ha vinto in joint venture con Clough un contratto in Australia dal valore complessivo di circa 2,4 miliardi di dollari (la quota Saipem ammonta a circa 1,2 miliardi). Una notizia positiva per il titolo: “il contratto vale potenzialmente il 14% della raccolta ordini prevista per il 2020 – sottolineano da Equita – Trattandosi di un progetto onshore, stimiamo potenzialmente un Ebitda margin mid single digit. Con questo contratto, stimiamo che la raccolta ordini E&C annunciata da inizio anno sia pari a circa 6,4 miliardi rispetto ad una nostra stima per l’intero anno di 6,9 miliardi”.
Positiva anche DiaSorin (+1,2%), dopo il finanziamento ricevuto dal governo americano per la richiesta di certificazione del suo test molecolare Covid-19. Più fiacca Eni (+0,16%) che rimane indifferente alla firma del Memorandum of Understanding (MoU) sulla cooperazione energetica in Cina. Sul fronte opposto invece Atlantia che scivola in fondo al listino Ftse Mib con un -1,5% dopo i rialzi della vigilia. Secondo quanto riportato dai quotidiani, Atlantia potrebbe presentare un piano industriale a gennaio. La presentazione di un piano potrebbe essere un elemento positivo per la visibilità dei target e della struttura regolatoria, che potrebbe anche avere riflessi positivi sul prezzo di cessione di Aspi su cui Equita si esprime: “riteniamo che il mercato sconti già a questi prezzi uno scenario negativo con riduzione del valore di cessione da parte di Cdp a 7,5 miliardi”.





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