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MILANO – Come si può dare in poco tempo una risposta certa a una piccola impresa o un professionista che lavora da solo e ha bisogno di credito per rilanciarsi dopo la pandemia? E come può chi eroga esser certo che quell’affidatario sia solido, visti gli sconvolgimenti che la crisi da Covid ha portato e che certo non possono esser agevolmente fotografati da un bilancio? La risposta è la stessa: Open Banking.

Aidexa, l’istituto digitale deddicato alle Pmi e lanciato tra gli altri dall’ex Unicredit Roberto Nicastro – che con l’ad Federico Sforza, ex Nexi, e altri sei dirigenti ha il 25% del capitale, nel quale ci sono Generali, Sella, Ifis e Isa -, dopo il lancio dello scorso marzo e la messa a punto in fase test lancia (partenza ufficiale: 9 febbraio) un prestito a breve termine della durata di 12 mesi rivolto a ditte individuali, società di persone e capitali, fino a 10 milioni di fatturato, destinato a coprire qualsiasi esigenza finanziaria per importi da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 100.000 euro, senza garanzie personali o reali.

X Instant, questo il nome del prodotto, riassume la proposizione del modello Aidexa. “Il nostro obiettivo è soddisfare il bisogno degli imprenditori in maniera diversa dagli istituti tradizionali: risolvere i loro ‘mal di pancia’ tipici”, racconta Sforza. “Velocità di credito, contro i 30-45 giorni che in media ci vogliono, trasparenza delle condizioni e semplicità. Costruire con loro esperienze finanziarie semplici, veloci e sorprendenti”, aggiunge l’ad.

La frase magica dietro è, appunto, Open Banking. L’insieme di possibilità tecnologiche e di business date da quando la normativa Psd2 ha aperto i dati custoditi da una banca su un determinato cliente alle terze parti. “Una rivoluzione di concorrenza che ha aperto prospettive completamente nuove”, per Sforza. “Se pensiamo a quel che è accaduto nel mercato assicurativo quando la legge Bersani ha messo a disposizione un solo dato – la classe di rischio – capiamo come per il mondo bancario, dove sono in gioco dati transazionali di valore più profondo – si tratta di una svolta”. 

Nella prassi, la disponibilità di queste informazioni opera su due fronti. Ovviamente chi si rivolge ad Aidexa deve concedere questi dati. “Ciò consente semplicità e velocità: se una Pmi si rivolge a una banca tradizionale deve produrre molta documentazione e i tempi di risposta sono lunghi. Noi colleghiamo la Partita Iva, i dati dei flussi sui conti bancari e siamo in grado di dare una risposta creditizia in tempo reale – assicura Sforza – In un paio di giorni i soldi arrivano all’imprenditore”. A un costo, tarato sulle diverse situazioni, che “indicativamente” sta tra il 3 e il 10 per cento.

L’intelligenza artificiale opera a garanzia della bontà dei soggetti cui va il denaro. “Usiamo i dati di bilancio in tempo reale, ma in maniera rilevante i dati degli ultimi 12-24 mesi dei c/c: questo ci consente un monitoraggio dei flussi fondamentale in tempi di Covid”. La pandemia ha creato una volatilità enorme, con attività che stanno reagendo in maniera molto diversa. “I modelli più tradizionali di analisi della qualità del credito faticano a star dietro a questa evoluzione, gli strumenti dell’Open banking ci consentono di comprendere al meglio i flussi di cassa e lo scenario possibile per una partita Iva”. L’obiettivo è andare oltre i codici Ateco che al giorno d’oggi condannerebbero un qualsiasi ristoratore a stare ai margini del credito, premiando coloro che – flussi di cassa alla mano – magari sono riusciti a reinventarsi con l’e-commerce. Per Sforza, questo approccio mette al riparo dai crediti che un domani sono pronti a diventare “cattivi”: la bolla degli Npl che secondo molti è pronta a montare dopo la crisi. “Un tema sicuramente rilevante, legato alla velocità di recupero dell’economia nel complesso. Per quanto ci riguarda, è un vantaggio il fatto di partire adesso e non avere un portafoglio già ereditato dal passato, che si potrebbe deteriorare”.

Il target sono le piccole imprese sotto i 10 milioni di fatturato e le partite Iva con ricavi da 100 mila euro. Partita con la raccolta di 45 milioi, Aidexa punta nell’arco quinquennale del piano ad arrivare a 100 mila clienti. Il prossimo passo è la creazione di una vera e propria banca fintech: ora opera con il regime del Tub per gli intermediari finanziari che possono erogare prestiti, da settembe è in pista l’istanza per diventare vera e propria banca. “Per coprire esigenze non solo di finanziamenti sul breve periodo, ma poter offrire anche un conto corrente innovativo per le Pmi che puntiamo a mettere sul mercato nel 2021”. Se la tabella di marcia sarà confermata, si apriranno le porte a nuove assunzioni: dall’organico di una quarantina di persone “contiamo di arrivare a un centinaio. Cerchiamo nel mondo dell’intelligenza artificiale, data scientist, nell’It, nel mondo del digitale in generale e quindi puntiamo tantissimo sui giovani, che in alcuni casi tornano dall’estero”.



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