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Le ipotetiche asset allocation sono praticamente infinite, tante quanti sono i possibili asset ed, anzi, le loro possibili combinazioni.

Per districarsi nell’oceano di tali possibili combinazioni, già in pregresse analisi avevo indicato una serie di asset, in particolare mercato azionario USA, oro, Btp e Bund.

Il metodo usato per decidere quell’asset allocation si componeva di due elementi: metodo PLT e forza relativa degli asset.

Il metodo PLT consente di definire il trend di lungo termine degli asset.

La forza relativa agevola la scelta delle percentuali da assegnare ad ogni asset.

La scelta era appunto caduta su quelli indicati, in quanto tutti inseriti in trend di lungo termine rialzisti.

A tale metodo si aggiungevano alcune considerazioni di tipo macro, a favore degli asset prescelti.

Le indicazioni della forza relativa evidenziavano questa classifica:

primo posto, senza dubbio, alla Borsa USA, che riguardava ad esempio la scelta di investire sul Dow Jones Indutrial. Seguivano quindi gli altri asset.

La chiusura di dicembre, particolarmente rilevante, in quanto coincidente anche con le chiusure trimestrali ed annuale, ha consentito di riesaminare la situazione sia del trend, che della forza relativa.

Tutti gli asset precedentemente prescelti, si trovano tuttora in un trend rialzista di lungo, a conferma che i segnali di PLT seguono il trend sino in fondo e forniscono indicazioni destinate a durare nel tempo.

Altrettanto validi i segnali degli indicatori di forza relativa, che mantengono per un ampio lasso di tempo le reciproche posizioni tra gli asset.

Si riconferma infatti, al primo posto, la Borsa USA (la scelta può ricadere sul Dow Jones Industrial), seguita quindi al secondo posto dall’oro, quindi troviamo al terzo posto il Btp ed all’ultimo ultimo e quarto posto il Bund.

In base a tali indicazioni, possiamo assumere alcune decisioni per l’asset allocation.

Personalmente, consiglierei di escludere, almeno per il momento, il Bund.

Sia in quanto ultimo nella classifica della forza relativa, sia per considerazioni di tipo macro.

Occorre infatti considerare che la curva dei rendimenti tedesca, indicatore sia della situazione macroeconomica, che della situazione della finanza pubblica, ha un tratto piatto sino alla scadenza triennale, quindi una dinamica decisamente peggiore rispetto alla curva italiana.

Abbiamo quindi tre asset che, vista la forza relativa, distribuirei in percentuale come segue:

50 per cento Dow Jones Industrial (o comunque indici azionari USA), 30 per cento oro, 20 per cento Btp.

Tale asset allocation potrebbe variare nel corso dell’anno, in base alle indicazioni del metodo PLT e della forza relativa.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT



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