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La regina del Ftse Mib 40 per il 2019 è stata Azimut Holding che ha portato a casa un rialzo del 122,46% alla chiusura del 27 dicembre. Riuscirà il titolo a confermarsi anche nel 2020?

Prima di affrontare questa domanda dal punto di vista dell’analisi grafica e previsionale, cerchiamo di capire cosa bolla in pentola in casa di Azimut Holding.

È di qualche settimana fa il comunicato della Consob  che annunciava un incremento della quota posseduta in Azimut Holding da Goldman Sachs che è così salito al 3,2%. Con questo pacchetto azionario la casa d’affari statunitense si colloca al terzo posto tra gli azionisti dietro Timone Fiduciaria (23,4% insieme a Peninsula) e BlackRock (5,6%). In questo modo aumenta la presenza stelle e strisce nel capitale della società guidata da Pietro Giuliani. Diciamo pure che la presenza di azionisti così importanti se non è garanzia di futuri successi in Borsa, sicuramente rappresenta un’ottima base sulla quale costruire.

intanto va detto che nell’ultimo anno gli utili sono cresciuti di circa il 50%, ma per il prossimi tre anni ci si aspetta una loro diminuzione di circa il 12% all’anno. Qualora questa previsione si dovesse verificare non sarebbe certamente un buon viatico per una crescita futura delle quotazioni.

Anche il dividendo, che in passato ha raggiunto rendimenti anche superiori al 10%, è visto in diminuzione anche se il rendimento rimane del tutto rispettabile e dell’ordine del 7%. Sempre relativamente al dividendo, va notato che il pay-out corrente è di circa il 95%, un valore che in futuro sarà difficilmente sostenibile.

Gli articoli precedenti sul titolo Azimut si possono leggere cliccando qui.

La valutazione di Azimut Holding

Quali siano i margini di apprezzamento/deprezzamento di Azimut Holding dipende moltissimo dall’approccio considerato.

Per i 9 analisti che coprono il titolo, Azimut Holding è sopravvalutato del 15% circa, ma, cosa ancora più preoccupante, nello scenario più pessimistico la sopravvalutazione sale a oltre il 50%. Nello scenario più pessimistico, invece, la sottovalutazione è di circa l’1%. Inoltre il consenso medio è HOLD, cioè mantenere.

Per il fair value, invece, Azimut Holding è sottovalutato di circa il 20%. Sottovalutazione che è confermata dalla valutazione basata sui multipli degli utili. La società, infatti, quota a circa 13 volte gli utili, a differenza del settore di riferimento che quota a 21x.

Analisi grafica e previsionale

Azimut (MIL:AZM)  ha chiuso la seduta del 27 dicembre in ribasso dell’1,26% rispetto alla seduta precedente a quota 21,2€.

Le chiusure delle ultime due settimane hanno sancito la rottura dell’importantissimo supporto in area 22,2101€. Inoltre la chiusura della settimana in corso (anche se in un clima festivo) ha visto la rottura del forte supporto in area 21,2346€. Ci sono, quindi, tutti i presupposti affinché la discesa prosegua fino all’obiettivo successivo in area 18,6€ e a seguire in area 15,8472€.

I rialzisti potrebbero riprendere il controllo delle quotazioni . con chiusure settimanali superiori a 22,21€.

Conclusione: l’analisi grafica e previsionale dipinge un quadro a tinge fosche per Azimut Holding. Al momento, quindi, non ci sono ancora i presupposti affinché il titolo possa ripetere le gesta del 2019.

Azimut Holding

Azimut Holding: proiezione ribassista (linea tratteggiata) in corso sul time frame giornaliero. La linea blu rappresenta i livelli di Running Bisector; la linea rossa i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione. La linea continua, invece, rappresenta la proiezione rialzista.



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