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MILANO – Arrivano gli ultimi colpi di coda della guerra tra Donald Trump e la Cina. La Borsa di New Yok ha annunciato che China Mobile Communications, China Telecommunications Corp e China Unicom (Hong Kong) Limited saranno sospese dagli scambi e quindi delistate, cioè escluse delle contrattazioni, della piazza finanziaria Usa.

Una decisione che traduce quanto indicato dal decreto presidenziale del 12 novembre scorso, con cui il presidente Usa ha vietato ad aziende americane di investire in un elenco di 31 società cinesi che secondo gli Stati Uniti sosterrebbero le attività militari di Pechino. Tra i divieti imposti anche quello relativo alla vendita di azioni o participazioni nelle stesse aziende, motivo per cui le tre aziende tlc saranno sospese dagli scambi.

Il processo di congelamento delle transazioni dovrebbe iniziare tra il 7 e l’11 gennaio, che precederebbe un delisting, ha dichiarato il NYSE in un comunicato stampa, “in conseguenza” del decreto presidenziale del 12 novembre. Nel decreto gli Stati Uniti hanno sostenuto che la Cina sta “aumentando le dimensioni del suo complesso militare-industriale, convincendo la società civile cinese a sostenere le sue attività militari e di intelligence”. “Allo stesso tempo, queste società stanno raccogliendo capitali vendendo azioni agli investitori negli Stati Uniti”, continuava il provvedimento, aggiungendo che “in questo modo, la Cina sta sfruttando gli investitori americani per finanziare lo sviluppo e la modernizzazione del suo complesso militare”.
 

 



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