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Dopo la seduta a due facce di lunedì, con i listini europei in frenata sul finale a causa del ribasso del petrolio, oggi le Borse sono indirizzate verso l’alto. I future sull’indice tedesco Dax indicano che i listini europei dovrebbero aprire in rialzo. Questo dopo che Tokyo ha chiuso le contrattazioni in lieve calo. Ma gli occhi sono ormai tutti puntati sulla Federal Reserve, le cui decisioni arriveranno il 10 giugno.

Attesa per le decisioni della Fed
Dopo la Bce settimana scorsa, gli occhi degli investitori sono ora rivolti verso la Fed, che questa settimana si riunisce. Il mercato si attende qualche annuncio: per esempio che la banca centrale Usa inizi a “controllare” la curva dei rendimenti dei titoli di Statocome già fa quella giapponese, mettendo dei limiti ai tassi dei Treasury Usa a seconda delle scadenze. Oppure il mercato spera che la Fed dia una «forward guidance» come fa la Bce, cioè che annunci per quanto tempo i tassi resteranno bassi. Infine qualche chiarimento potrebbe arrivare sul piano di acquisti di corporate bond, annunciato mesi fa e non ancora partito se non attraverso Etf.

Greggio torna a salire dopo la frenata della vigilia

Il petrolio torna a salire, sostenuto dalla speranza di una ripresa della domanda sulla scia del progressivo allentamento delle misure restrittive imposte a livello globale per arginare la pandemia di coronavirus. I guadagni sono comunque contenuti, visto che restano timori su un eccesso di offerta a livello globale. Ieri il barile aveva interrotto una serie positiva che durava da sette sedute, chiudendo in calo, dopo che l’Arabia Saudita ha deciso di non estendere oltre la fine di giugno i tagli addizionali della produzione, che finora si sono andati ad aggiungere a quelli decisi dall’Opec+. Al momento i future del Wti con scadenza luglio salgono dell’1,23% a 38,66 dollari al barile, mentre quelli del Brent agosto crescono dello 0,93% a 41,18 dollari. Da segnalare che Goldman Sachs ha alzato le stime sui prezzi del Wti a 36 dollari al barile nel 2020 e del Brent a 40,40 dollari.

Per le Borse periodo di rally
A prescindere dai movimenti di breve periodo, le Borse stanno vivendo un poderoso rally ormai da mesi, sostenute proprio dalle politiche espansive delle banche centrali e dei Governi. Ormai Wall Street è a un soffio dall’annullare le perdite dell’anno, il Nasdaq è intorno ai massimi storici, la Borsa di Francoforte è sotto i record di appena 7,5 punti percentuali e le Borse globali (indice Msci World) di 7. Dai minimi di marzo i rimbalzi sono stati fortissimi: sale del 51% Francoforte, del 43% Wall Street, del 40% le Borse europee (indice Eurostoxx), del 41,5% quelle mondiali (indice Msci World) e del 35% anche Milano. A Wall Street dai minimi di marzo nessun titolo registra performance negative.

Poderosa azione delle banche centrali
Come le Borse corrono, dai minimi di marzo, grazie alla mole senza precedenti di stimoli monetari e fiscali lanciati dalle banche centrali e dai Governi. La grande liquidità immessa dalle prime ha gonfiato le quotazioni di molti mercati finanziari, da quelli azionari a quelli obbligazionari: ben consapevoli che questi stimoli sosterranno i mercati ancora a lungo, gli investitori continuano a comprare azioni o bond nonostante la gravissima recessione planetaria che il coronavirus ha causato. Questo sta scollando i mercati finanziari dalla realtà economica. Così ai dati pessimi che arrivano dall’economia reale (eccezion fatta per il calo a sorpresa della disoccupazione Usa), fa da contraltare una performance ottima delle Borse.



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