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MILANO – Ore 9.30. La prima testimonianza di Janet Yellen ha convinto i mercati: la ex presidente Fed e prossima Segretaria al Tesoro ha esortato i senatori ad approvare in fretta i 1.900 miliardi di dollari di stimoli voluti dalla nuova amministrazione (“bisogna agire in grande”) e ha invitato di fatto ad agire in deficit per uscire prima e meglio della crisi, soprattutto finché i costi di finanziamento consentono sostenibilità agli interventi. Yellen ha fatto capire che non ci saranno repentini cambiamenti nella politica verso la Cina ma ha rotto la linea di Trump evitando auspici per un dollaro debole per rendere maggiormente competitive le imprese Usa.

Le Borse europee avviano gli scambi positive dopo queste indicazioni. Londra è in frazionale rialzo, Parigi aggiunge lo 0,3% e Francoforte lo 0,4%. Sale anche Milano: +0,6%. Su Piazza Affari continua la corsa di Stellantis, per il terzo giorno bene intonata. In evidenza anche A2a, dopo la presentazione del piano industriale, e Poste Italiane che ha acquisito il 51% di una società cinese che lavora con gli e-commerce. Già Wall Street ieri sera ha risposto positivamente al suo intervento, portando lo S&P500 a salire dello 0,8% e il Nasdaq dell’1,5%. In grande evidenza Stellantis al debutto, si sottolinea la performance di Netflix nel mercato after hours: la piattaforma streaming chiude il quarto trimestre con abbonati in crescita di 8,51 milioni, sopra le attese degli analisti che scommettevano su 6,06 milioni. Il 2020 si è chiuso con 200 milioni di abbonati. L’utile per azione si è attestato a 1,19 dollari, sotto gli 1,38 dollari previsti dal mercato. I ricavi sono saliti a 6,64 miliardi. Oggi i future sugli scambi americani sono misti, in attesa dell’avvio ufficiale della presidenza Biden.

Anche le Borse asiatiche hanno trattato in terreno positivo con l’eccezione di Tokyo che ha perso lo 0,38% per le prese di beneficio. Rialzi in Cina: Shanghai +0,5% e Shenzhen +1,4%. La Banca centrale cinese ha lasciato invariati i tassi di riferimento: quello primario a 12 mesi è stato mantenuto invariato al 3,85%, il tasso sui prestiti a cinque anni è rimasto al 4,65%. Allo stesso tempo ha mantenuto inalterato al 2,20% il tasso repo a 7 giorni.

L’Italia resta al centro dell’attenzione per la crisi politica: dopo la conta al Senato che ha dato una maggioranza zoppa al premier Conte, lo spread riparte sotto in area 110 punti base dai 111 della chiusura di ieri, prima della votazione di Palazzo Madama.

L’agenda macro di oggi prevede diversi spunti. In programma infatti in mattinata la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione in Germania, l’indice dei prezzi al consumo dell’area euro a dicembre (lettura finale) e l’asta Bund 30 anni. Nel pomeriggio riflettori oltreoceano con l’indice Redbook USA, il NAHB Housing  Index di gennaio e le scorse di petrolio Usa nella settimana al 15 gennaio.

Il prezzo del petrolio apre in rialzo, per l’aspettativa che la nuova amministrazione Biden che s’inaugura oggi, aumenterà gli stimoli all’economia Usa, facendo salire la domanda di greggio. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano dello 0,6% a 53,29 dollari e quelli sul Brent guadagnano lo 0,7% a 56.28 dollari al barile.



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