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MILANO – Ore 10.50. I mercati europei peggiorano dopo la seduta incerta della vigilia, gli scambi dell’Asia e al termine di una settimana vissuta al rialzo con l’avvio della presidenza Biden. A preoccupare gli investitori ci sono le prospettive di una ulteriore stretta per contenere il contagio da coronavirus, come a Hong Kong, mentre la Gran Bretagna continua a macinare numeri record per quel che riguarda le morti da Covid. Dati che fanno propendere Londra per una presecuzione del lockdown fino all’estate. Inoltre gli investitori incassano il peggioramento degli indicatori Pmi che anticipano l’andamento economico: a gennaio, quello sul manifaturiero dell’Eurozona scende ai minimi da due mesi a 54,7 punti, pur restando sopra la soglia (50 punti) di espansione. I servizi pesano sull’indicatore composito, che precipita da 49,1 a 47,5 punti indicando nel complesso una contrazione dell’economia.

A metà mattina, Piazza Affari così vede peggiorare il passivo fino al -2,15%, con i titoli energetici e le banche sotto pressione. Leggermente meglio gli altri listini: Parigi l’1,04%, Londra lo 0,51% e Francoforte lo 0,88%.

Le Borse asiatiche procedono tutte in calo. In particolare ad Hong Kong l’indice Hang Seng cede l’1,30% dopo la notizia che un distretto della città sarebbe stato messo in lockdown. Shanghai cala dello 0,4% e Tokyo ha chiuso negativa con il Nikkei a -0,44%.

In linea generale, dunque, si assiste a una pausa di riflessione dopo che il rally azionario era stato alimentato dalla prospettiva di nuovi stimoli da parte dell’amministrazione Biden. La stessa Christine Lagarde, nella conferenza dopo la Bce di ieri, ha ricordato quanto il Covid rappresenti ancora un rischio gravissimo per l’economia. Dalla Bce e dalle istituzioni europee sono arrivate più o meno direttamente esortazioni a fare presto nella definizione del Recovery plan, che per l’Italia è complicato dalla crisi di governo. Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi si muove in rialzo fin quasi a 125 punti contro i 117 della chiusura di ieri.

Tra i dati macroeconomici si registrano gli indicatori Pmi sul settore manifatturiero, che sopra 50 punti indicano una espansione economica. In Giappone il dato è sceso a 49,7 a gennaio, dai 50 da dicembre; l’indice composito scende a 46,7 da 48,5 di dicembre 2020, mentre per i servizi passa da 47,7 di dicembre a 45,7. In Europa, l’indice composito dell’Eurozona è sceso a gennaio a 47,5 punti da 49,1 di dicembre. Nel dettaglio, l’indice Pmi manifatturiero è calato a 54,7 punti da 55,2 di dicembre e quello dei servizi a 45 punti da 46,4 precedente.

Tra le commodity, quotazioni dell’oro in calo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.862 dollari l’oncia, in calo dello 0,4%. Perde terreno petrolio sul mercato after hour di New York. Il greggio Wti  passa di mano a 52,44 dollari al barile, l’1,28% in meno  rispetto alle quotazioni di ieri sera. Il Brent scende a 55,44 dollari al barile (-1,16%). Ad incidere il rafforzamento del dollaro e le prospettive a breve termine di una domanda ridotta.

Tra le altre notizie di giornata, si registra il passaggio del Bitcoin sotto la soglia di 30 mila dollari, estendendo così un percorso discendente dai massimi di sempre – sopra 42 mila dollari – registrati sono due settimane fa. Ulteriore materiale di riflessione per chi dibatte sulla sostenibilità delle cavalcate della criptovaluta. Nel trading asiatico, annota Bloomberg, il Bitcoin è arrivato a perdere quasi l’8% a 28.800 dollari prima di rislaire leggermente. Secondo gli osservatori, era quello di 30 mila dollari un argine importante prima di vedere ulteriori perdite. “Non sarei sorpreso di vederlo verso 20 mila dollari nel breve periodo”, ha detto Craig Erlam, analista, all’agenzia finanziaria. Si appresta, questa, ad esser la peggior settimana per il Bitcoin da quando nel marzo scorso è esplosa la pandemia.



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