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la giornata dei mercati

Gli indici proseguono all’insegna della cautela. Riflettori sulle trimestrali e, in Italia, sulla formazione del nuovo Governo. Dollaro sui minimi da due settimane

di Stefania Arcudi e Chiara Di Cristofaro

Lo spread sotto i 100 punti base, è la prima volta da 5 anni

Gli indici proseguono all’insegna della cautela. Riflettori sulle trimestrali e, in Italia, sulla formazione del nuovo Governo. Dollaro sui minimi da due settimane

3′ di lettura

Nuova seduta all’insegna della prudenza per le Borse europee, che aprono in modesto calo dopo la debolezza della vigilia e il dato non entusiasmante sull’inflazione americana. In un contesto in cui il piano vaccinale in Europa stenta a decollare e permangono le incertezze sui tempi della ripresa dell’economia mondiale, gli indici, che viaggiano sui massimi, hanno preso fiato nelle ultime sedute.
Negli Stati uniti, l’atteso dato sull’inflazione non ha mostrato segnali di ripresa, mentre il numero uno della Fed Jerome Powell ha detto che il mercato del lavoro non mostra ancora segnali di metta ripresa. L’attenzione anche è puntata sulle trimestrali, mentre la maggior parte dei mercati asiatici è chiusa per festività. Sul fronte interno, mentre Mario Draghi è ancora al lavoro per la formazione del nuovo Governo, il Tesoro mette in asta 9 miliardi di BTp, dopo i 7 miliardi di BoT di ieri. Sul valutario, il dollaro si muove sui minimi da due settimane con l’euro a 1,212 sul biglietto verde, mentre il petrolio ha invertito la rotta con il Brent che resta comunque sopra quota 61 dollari.

I grandi temi

A guidare le Borse in questi giorni sono alcuni temi rilevanti. Il primo, statunitense, è il piano di stimoli fiscali: un maxi-pacchetto proposto dall’amministrazione Biden da 1.900 miliardi per sostenere le famiglie e l’economia statunitense. Questo pacchetto, che tutt’ora giace al Congresso in attesa del via libera, ha dato molta benzina a Wall Street (e di riflesso anche ai listini europei) nei giorni scorsi. Ma la sua approvazione porta con sé anche un timore sul futuro: che stimoli così forti possano prima o poi far salire l’inflazione, costringendo la Federal Reserve a ridurre gli stimoli monetari. Per ora questo è solo un timore lontano (i dati sull’inflazione Usa di gennaio sono usciti proprio ieri abbastanza deboli, sebbene in linea con le aspettative), ma è un timore che cresce. Ci sono poi i conti trimestrali a guidare le Borse. E anche l’andamento della pandemia.

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Il caso italiano

Sotto i riflettori dei mercati c’è ovviamente anche l’Italia, con Mario Draghi intento a formare un nuovo Governo. Questa novità politica ha prodotto nei giorni scorsi un forte rally di tutti i mercati italiani: la Borsa di Milano nell’ultima settimana ha guadagnato il 3,27%, contro l’1,94% di Parigi, lo 0% di Francoforte, lo 0,66% di Madrid e lo 0,25% di Londra. Ma a muoversi maggiormente sono stati i titoli di Stato: ieri il rendimento dei BTp decennali è sceso sotto quota 0,50%, minimo storico. Lo spread tra BTp e Bund ha invece chiuso a 94 punti base: in calo rispetto ai 114 precedenti all’incarico a Draghi e non lontano dal minimo post-crisi dei debiti sovrani di 88 punti base.

Ma è il vero banco di prova: il Tesoro emetterà infatti BTp a 3, 7 e 20 anni fino a un massimo di 9 miliardi di euro.

Gli avvenimenti principali

La giornata inizia dunque con l’asta di BTp, ma vari sono anche gli appuntamenti sul fronte macroeconomico. A Bruxelles si tiene la conferenza stampa del Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Paolo Gentiloni, per la presentazione delle nuove stime macroeconomiche dell’Unione europea e dell’Eurozona: occasione per vedere quale impatto della pandemia Bruxelles si attenda sull’economia del Vecchio continente. Nel pomeriggio arriveranno dagli Stati Uniti le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione.



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