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MILANO – Ore 10. Indici contrastati in Europa alla riapertura, dopo che la scorsa settimana il mercato del lavoro Usa ha mostrato segni di rimbalzo superiori alle aspettative. In Asia si sono registrati lievi acquisti sui listini, mentre i future su Wall Street sono in rialzo. A beneficiare del segnale incoraggiante è il barile di petrolio, che torna a scommettere su una ripresa economica accelerata. Milano è l’unica sopra la parità e sale dello 0,17%. Di segno opposto le altre: Londra arretra dello 0,43%, Francoforte dello 0,88%, e Parigi dello 0,76%.

La Borsa di Tokyo si presenta in rialzo di oltre 1 punto percentuale, Hong Kong e Shanghai sono intorno al +0,3 per cento.

L’euro apre poco mosso sotto 1,13 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,1288 dollari e 123,55 yen. Dollaro/yen avanza a 109,45. Il dollaro australiano e il kiwi neozelandese, due valute fortemente soggette ai movimenti speculativi, sono ai massimi da gennaio. Attesa per la riunione della Fed, che si concluderà tra due giorni.

Tra i dati macroeconomici si segnala la revisione al rialzo della contrazione del Pil giapponese nel primo trimestre. L’economia nipponica ha registrato frana a -2,2% annuale nei primi tre mesi, contro il -3,4% inizialmente stimato. Su base congiunturale il Pil si è ridotto dello 0,6%, a fronte di un iniziale -0,5%. In Germania, la produzione industriale di aprile, prima dell’allentamento delle misure di lockdown, è crollata del 17,9% rispetto al mese precedente: peggior calo secondo le serie storiche iniziate nel 1991. A trascinare l’indice il collasso della produzione auto (-74%). Da segnalare poi la nota Istat sull’economia italiana, mentre il Tesoro è impegnato a presentare un nuovo titolo pensato per i risparmiatori.

Come accennato, i prezzi del petrolio sono in rialzo, dopo i dati sull’occupazione Usa che a maggio sorprendentemente registrano un rialzo di 2,5 milioni di unità: sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti salgono dell’1,5% a 40,14 dollari e quelli sul Brent crescono dell’1,9% a 43,06 dollari. Sui mercati pesa anche la decisione dell’Opec+ di estendere fino a luglio i tagli varati lo scorso aprile. Secondo Goldman Sachs, i prezzi attuali incorporano già un prolungamento dei tagli al mese prossimo. Ancora oggi, nonostante i rialzi degli ultimi giorni, i prezzi del petrolio restano un terzo più bassi rispetto alla fine del 2019.



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