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la giornata dei mercati

I mercati partono nell’ultima seduta della settimana dalle buone indicazioni arrivate da Wall Street che il 4 febbraio ha chiuso in area dei massimi storici

L’effetto draghi sui mercati

I mercati partono nell’ultima seduta della settimana dalle buone indicazioni arrivate da Wall Street che il 4 febbraio ha chiuso in area dei massimi storici

2′ di lettura

La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo. I future sui principali listini europei indicano che l’apertura è attesa in leggero rialzo. I mercati partono nell’ultima seduta della settimana dalle buone indicazioni arrivate da Wall Street che il 4 febbraio ha chiuso in area dei massimi storici. L’azionario è trascinato dalle buone indicazioni che arrivano sul fronte dei vaccini in molte aree del mondo, così come dalla curva dei contagi in fase di stabilizzazione. Anticipando la ripartenza del ciclo economico il petrolio si è portato in area 58 dollari, non lontano dai massimi degli ultimi 12 mesi.

In Europa ancora da tenere d’occhio Piazza Affari trascinata dall’effetto Draghi al quarto rialzo di fila. Il listino Ftse Mib – prevalentemente bancocentrico – beneficia dello scenario che vedrebbe l’ex governatore della Bce alla guida del Paese. Ne beneficia anche lo spread BTp-Bund sceso sotto i 100 punti base per la prima volta in cinque anni.

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Su scala internazionale da monitorare il rafforzamento del dollaro (dollar index a 91,5 dollari) in scia all’ipotesi di un ridimensionamento negli Usa del piano di stimoli inizialmente previsto da 1.900 miliardi di dollari. Di conseguenza l’euro è scivolato sotto la soglia di 1,2 dollari. Penalizzate dal rialzo del dollaro anche alcune materie prime, fra cui oro e argento.

Occhi puntati anche sulle “meme stocks”, quei titoli, capitanati da GameStop, su cui nelle ultime due settimane si è concentrato una sorta di attacco ideologico e finanziario ai fondi hedge da parte dei “millennial traders” riuniti nella community Reddit Wallstreetbets.

Nell’ultima seduta il titolo GameStop è crollato del 42% scendendo a 53 dollari. La scorsa settimana era arrivato a 500 dollari costringendo il fondo Melvin Capital a chiudere la posizione short in forte perdita.



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