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Secondo un’autorevole fonte di Taiwan, l’azienda avrebbe deciso di ricorrere all’outsourcing per il 15-20% della produzione di chip non-CPU, mentre dal secondo semestre intenderebbe far produrre esternamente e in maniera massiva anche le CPU di media e alta gamma, utilizzando il processo di fabbricazione a 5nm nel 2021, per passare a 3nm nel 2022.
Per ora non è dato sapere quale microarchitettura utilizzeranno le nuove CPU , ma entro la seconda metà di quest’anno Intel avrebbe in suo possesso almeno tre microarchitetture aggiornate e competitive.
Per l’outsourcing il colosso dei chip avrebbe deciso di appoggiarsi a TSMC, già fornitore di aziende del calibro di Apple e AMD .

Easy Peasy, spiegato il ritrovato interesse degli investitori per il titolo, che non aveva finora avuto la forza di invertire il trend negativo di medio, complici trimestrali non propriamente da urlo e outlook negativi.

Non segnalo opportunità di ingresso nel brevissimo, in quanto siamo in fase di eccesso e alta volatilità. È invece il mercato a segnalarci che Intel potrebbe diventare un titolo interessante per il medio/lungo periodo.

Attenzione: earnings alle porte.

Tradotto: possibilità di capovolgimento in SELL ON NEWS!

Buon trading!

Disclaimer: la presente analisi non costituisce un invito all’investimento



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