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Quest’anno le previsioni erano delle migliori per il periodo di Carnevale: si stimava da parte della Cna Turismo e Commercio un giro d’affari di 260 milioni di euro. Il peso del coronavirus con focolai scoppiati in vari punti d’Italia e la diffusione di un decalogo da rispettare per evitare una epidemia dilagante, ha mandato in fumo a poche ore dal Carnevale forti guadagni. Le stime parlavano di un 13% di giro d’affari. Ma purtroppo così non sarà e a pagare più di tutti è l’indotto. Il Carnevale di Venezia è stato sospeso. Era quello più atteso e anche dove girano molti soldi.

Tanti soldi in fumo

Dopo il danno la beffa. A Venezia era tutto pronto ma l’acuirsi del problema coronavirus ha indotto la Regione a sospendere tutte le iniziative. Un momento di festa che non ci sarà.

Il giro di affari previsto era di 155 milioni suddiviso in 55 milioni per la spesa turistica intesa come ricettività, 45 milioni per ristorazione, 20 milioni per acquisti, 15 milioni per eventi e 20 milioni per altre spese. Molti soldi in fumo per coloro che attendevano da un anno l’evento.

Andrà meglio a Viareggio, Fano, Ivrea, Putignano, Cento e Acireale per citare i più famosi che attirano migliaia di persone da tutto il mondo e che non sono destinatari di nessuna ordinanza.

Quanti stranieri vengono

Le strade addobbate a festa tra stelle filanti e coriandoli saranno inondate da 800mila persone divisi tra italiani e stranieri. Un milione e passa i pernottamenti degli stranieri, 900mila quelli degli italiani.

Il Carnevale che fa più soldi

Dopo Venezia viene Viareggio  con 70 milioni: i carri allegorici con veduta sul mare si richiamano ai tesori della capitale italiana dell’architettura Primo Novecento tra edifici liberty, decò, eclettici.

Due Carnevali diversi

Ivrea e Fano in questo periodo festeggiano il Carnevale ma in modo ben diverso. Nel territorio Canavese la Battaglia delle arance è una tradizione tra il pericolo e lo spettacolo. Più di un milione di persone sono interessati a questo spettacolo che celebra l’orgoglio cittadino e le virtù civiche. La Battaglia delle arance è possibile grazie all’acquisto di agrumi provenienti dalla Calabria con una spesa di 250mila euro. Gli affari che gravitano intorno a questo evento sono 10 milioni.

Fano, invece è famoso per i suoi carri, per le esecuzioni di “musica arabita”  e per i numerosi dolciumi. Infine oltre cinque milioni è il movimento economico assicurato dai Carnevali di Acireale, Cento e Putignano.



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