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L’euro in questo contesto socio economico è utile per fare carry trade. La moneta europea secondo gli esperti JP Morgan Am è una valuta conveniente da utilizzare dagli investitori esteri per indebitarsi in euro per finanziare esposizioni su valute che rendono di più.

L’euro è rispetto a tante altre monete è quella a minor rendimento. Il tasso deposito è negativo e la Banca Centrale europea non ha nessuna intenzione nell’immediato di discostarsi su una posizione  diversa.

Il peso dei tassi sui flussi dell’azionariato

Questa situazione dei tassi pesano anche sui flussi dell’azionariato. Il differenziale di tasso tra Europa e Usa ha generato un aumento delle obbligazioni “reverse yankee”. Nello specifico significa che le emissioni di debito da parte di società Usa vengono eseguite ma con moneta in euro.  Questa condizione mette pressione al ribasso sul cambio euro dollaro. A metterci lo zampino anche i flussi azionari che spingono l’euro verso un valore debole. Da più di venti giorni si sta verificando che i fondi azionari Usa hanno afflussi per oltre 3,4 miliardi di dollari, mentre in deflusso sono superiori a 700 miliardi di dollari per i fondi azionari europei.

Non è detta l’ultima parola

La situazione va monitorata attentamente perché il quadro non è del tutto chiaro. Se oggi il carry trade conviene farlo con l’euro,  J.P. Morgan AM, non esclude colpi di scena. Potrebbero materializzarsi condizioni favorevoli a un rafforzamento dell’euro e in questo caso il quadro cambierebbe totalmente. Entrerebbe in gioco la FED con un allentamento e si verificherebbe una ripresa della crescita in Europa oppure una reazione negativa del dollaro alle elezioni americane. In questo caso il carry trade in finanziamento euro sarebbe terribilmente penalizzato.

Consigli per gli investitori obbligazionari

JP Morgan AM consiglia agli investitori obbligazionari che nella scelta di fare l’investimento bisogna tenere presente che dall’inizio dell’anno l’euro ha perso il 2,5% rispetto al dollaro e le proiezioni al ribasso sono aumentate. Con un dollaro forte le pressioni sull’euro si fanno sempre più incessanti deprezzandolo ancora di più.



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