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MILANO –  Da oggi scatta la fase due del cashback. La sperimentazione di Natale, con rimborsi fino a 150 euro, si è conclusa il 31 dicembre e i numeri diffusi a fine anno da Palazzo Chigi, aggiornati alla mattina del 30 dicembre, quindi ancora suscettibili di un piccolo ritocco al rialzo, sono molto positivi.

Dal via al programma, sono oltre 5,79 milioni i cittadini che si sono iscritti e che hanno registrato circa 9,6 milioni di strumenti di pagamento tra bancomat, carte di credito e altri canali digitale. Imponente anche la massa di transazioni completate nell’arco temporale della sperimentazione, poco più di 20 giorni. Secondo i dati diffusi dal governo: sono oltre 49,6 milioni le transazioni elaborate, già acquisite dal sistema e visualizzabili dai partecipanti, con un cashback “potenziale” maturato dai partecipanti di 198,4 milioni di euro.

Palazzo Chigi parla di cashback “potenziale” perché perché per potere maturare il diritto a incassare i rimborsi era necessario completare almeno dieci transazioni entro la fine dell’anno, quindi non per tutti le spese sostenute si tradurranno in una restituzione. Se si considera invece il cashback “effettivo”, cioè di chi con certezza otterrà il rimborso perché ha già superato la soglia delle dieci transazioni, l’importo complessivo è di 157 milioni di euro.

Cifre che, a meno di un’improvvisa impennata nell’ultimo giorno dell’anno, si mantengono a distanza di sicurezza dai 227 milioni di euro stanziati dal governo per la sperimentazioni. Dunque non sarà necessario né ricorrere a un rifinanziamento di emergenza né, come avrebbe previsto la norma, ridurre proporzionalmente i rimborsi in funzione delle risorse disponibili. Rimborsi che, sempre stando a quanto indicato dal decreto del Mef, dovrebbero arrivare nel mese di febbraio sull’Iban fornito al momento dell’iscrizione.

Cashback, cosa cambia dal 1° gennaio

Da oggi come detto scatta invece la fase due. Le regole restano le stesse della sperimentazione natalizia e non è necessaria una nuova registrazione sulla app IO, né serve un nuovo inserimento degli strumenti di pagamento o dell’Iban. Resta il principio che per ogni spesa effettuata con pagamenti digitali si avrà diritto a un rimborso del 10%. Rimborso che non potrà superare per singola spesa i 15 euro e che complessivamente, su un arco di tempo semestrale, non potrà eccedere i 150 euro.

Sono due le principali novità della nuova finestra. La prima riguarda il numero di operazioni minime che bisognerà effettuare per maturare il diritto ai rimborsi. Erano dieci in questa sperimentazione e a regime, cioè da gennaio a giugno, diventeranno 50. Se se ne effettueranno di meno non si potrà incassare le restituzioni.

Super cashback, che cos’è  e come funziona

La seconda e più importante novità di questa nuova fase è il super cashback. Accanto all’attuale rimborso fino a 150 euro, i 100 mila cittadini che effettueranno il maggiore numero di transazioni, indipendentemente dall’importo, avranno diritto a un premio extra di 1500 euro. Conta, come detto, il numero dei pagamenti; quindi ai fini della classifica l’acquisto di un pc vale esattamente come il pagamento di un caffé al bar. Sulla app IO sarà possibile visualizzare anche il posizionamento in graduatoria, per sapere quanto si è eventualmente vicini a “quota” 100 mila.

 



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