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MILANO – Ci sono i piccoli e grandi acquisti nei negozi. Ma non solo. Regole alla mano il cashback, il meccanismo che prevede un rimborso del 10% delle spese sostenute con pagamenti digitali presso esercizi fisici, si candida ad avere un raggio di azione molto più ampio, in alcuni casi fin troppo, di quanto ipotizzato al momento del lancio.

Cashback per multe e bollette

La condizione indispensabile è come detto che i pagamenti non avvengano online. Recandosi in una normale ricevitoria o tabaccheria oggi è possibile già pagare multe o bollette per le utenze domestiche. Sempre a patto ovviamente di non saldare in contanti. Stesso discorso anche per il bollo auto, o per i bollettini legati al pagamento delle imposte che è possibile pagare negli esercizi fisici, come Imu e Tari ad esempio. Tutte queste spese consentono di maturare il 10% di cashback.

Cashback e bollettini postali

Discorso analogo per i bollettini postali, che possano essere pagati in posta saldando con bancomat e carte di credito e danno diritto ai rimborsi. Il decreto del Mef che disciplina il meccanismo non pone degli ostacoli diretti sulla tipologia di beni o servizi che danno diritto alle restituizoni ma si limita a chiarire che sono escluse soltanto le spese relativi ad acquisti necessari allo svolgimento di attività imprenditoriali, professionali o artigianali.

Cashback e ricariche telefoniche

Dentro l’ampio perimetro del cashback anche spese più ricorrenti come i rifornimenti di benzina, sempre a condizione di pagare con bancomat o carte, o l’acquisto in un esercizio fisico di una ricarica cellulare. Anche in questo caso si ha diritto al cashback, mentre non è così nel caso di ricarica attraverso gli sportelli ATM, i tradizionali bancomat. Rinunciando a pagare online, anche il saldo della propria assicurazione – se effettuato presso un esercizio fisico – garantisce poi la restituzione del 10% di quanto spese, fermo restando il limite di 15 euro massimo di rimborso per singola operazione.

Cashback e carte di pagamento

Resta invece irrisolto il tema delle carte di pagamento. Ad oggi infatti benché le spese online siano tagliate fuori dal cashback, è ancora possibile acquistare una o più carte di pagamento in un negozio fisico e poi utilizzare quelle somme per effettuare acquisti in Rete. Un piccolo bug nelle regole del programma che, in attesa di correzioni, apre una piccola breccia per i giganti dell’e-commerce, fino ad ora rimasti tagliati fuori dalla corsa ai pagamenti digitali.



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