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MILANO – l sì del finanziere Warren Buffett, la “carica” delle associazione territoriali della Coldiretti, l’astensione della Curia di Verona, il sostegno dei componenti del cda ma il no dell’ex ad Alberto Minali e l’assenza degli investitori istituzionali. E’ questo il quadro dettagliato che emerge dai verbali dell’assemblea di Cattolica dello scorso 31 luglio, che ha approvato la trasformazione in spa e la modifica dello statuto, funzionali all’ingresso delle Generali nel capitale.

Dalla loro lettura emerge che il primo socio, General Reinsurance, società della galassia Buffett, si è espresso per la spa (e per la nomina in cda del dg Carlo Ferraresi), portando in assemblea il 5% del capitale a fronte del 9% che gli viene attribuito. A favore della spa hanno votato tutti i componenti del cda e Mario Cera, storico legale del presidente Paolo Bedoni e advisor nell’accordo con Generali. No su tutta la linea, invece, dall’ex ad Alberto Minali, che per il cda ha sostenuto lo sfidante Michele Giangrande. La Curia di Verona – dopo i moniti sulla spa del Vescovo Giuseppe Zenti – si è astenuta (e ha votato a favore di Giangrande). Schierate compatte per la spa e Ferraresi le associazioni provinciali e regionali di Coldiretti, associazione di cui Bedoni è stato a lungo presidente. Ne sono intervenute 111 con 300 azioni a testa (il possesso minimo per essere socio) contribuendo alla vittoria di una delibera che, bisognosa del sostegno dei due terzi dei votanti, ha raccolto 1.910 sì su 2.700 voti.

Assenti invece gli investitori istituzionali che pure da qualche anno possono richiedere di essere ammessi al libro soci. A parte Buffett e la Fondazione Banca del Monte di Lombardia (4,9%), che esprime il vicepresidente Aldo Poli, non hanno votato Cariverona (1%), Palladio (2%), Dimensional Fund (4,99%) e Credit Suisse (1,3%) solo per citare gli azionisti rilevanti, indicati nel verbale d’assemblea. Il voto dell’assise è anche all’attenzione della Procura di Verona che sta indagando diversi esponenti della compagnia – tra cui Bedoni e Ferraresi – per illecita influenza sull’assemblea, con i magistrati che ipotizzano, sulla base di una segnalazione della Consob, che il processo di formazione della maggioranza assembleare possa essere stato inquinato dagli indagati. Un’accusa che Cattolica ha da subito respinto rivendicando “l’assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell’indagine” e confidando in una celere conclusione delle indagini.



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