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MILANO – Prezzo al ribasso e più tempo per concludere l’analisi delle carte su Autostrade per l’Italia e arrivare a proporre ad Atlantia, la holding che fa capo alla famiglia Benetton e che custodisce l’88% della società concessionaria cui faceva riferimento la gestione del Ponte Morandi, una offerta vincolante.

 

BORSA, SEGUI ATLANTIA IN DIRETTA

 

Il consiglio della Cassa depositi e prestiti si è riunito fino alla serata di martedì per aggiornare il punto della trattativa per rilevare – in cordata con Blackstone e Macquarie – la quota di Aspi dai Benetton, che dal tragico 14 agosto 2018 (data di crollo del viadotto, avvenuto – secondo la perizia affidata al giudice Angela Nutini – “per la scarsa manutenzione“) è ancora in cerca di una sistemazione. Una nota diffusa nella prima mattinata di mercoledì conferma che il board ha dato il via libera a Cdp equity alla presentazione da parte del consorzio con i fondi internazionali “di una lettera di offerta non vincolante relativa all’investimento partecipativo in autostrade per l’italia. La nuova offerta – riferisce la nota – aggiorna la precedente con riguardo, tra l’altro, a risultanze della due diligence in corso, al relativo impatto sulla valutazione economica e all’identificazione del processo e della tempistica per la presentazione di un’offerta vincolante”.

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Fuori dal linguaggio societario, l’aggiornamento dell’offerta di Cdp per l’ingresso nel capitale di Autostrade per l’Italia, secondo quanto emerge da fonti finanziarie, contiene un prezzo rivisto al ribasso, verso la parte inferiore della forchetta del prezzo fornita in precedenza (8,5-9,5 miliardi), e garanzie a rialzo: si lavora perché il sistema di presidio, che deve esser calcolato per i rischi legali e non, sia ancora più solido, si spiega.

La comunicazione resa al consiglio – prosegue il comunicato – si colloca nel solco di quanto prospettato da Cdp nelle precedenti offerte inviate ad Atlantia rispettivamente il 19 e 27 ottobre scorsi, in coerenza con gli ulteriori passi negoziali in esse contenuti. La partecipazione in Aspi verrebbe rilevata dal consorzio tramite una società di nuova costituzione partecipata da Cdp equity fino al 51% e dai due fondi alla pari nella parte residua.

Il fatto che la lettera ribadisca “l’intenzione di proseguire speditamente con la due diligence tecnica” ma d’altra parte sottolinei che, “considerata la grande mole di documenti e i numerosi aspetti da analizzare emersi anche nel corso delle ultime settimane, necessita di ulteriori approfondimenti che risultano fondamentali per poter giungere alla formulazione di un’offerta vincolante” significa infine che sarà necessario sforare la data del 15 gennaio per arrivare a mettere un punto sulla partita.

A metà del prossimo mese, infatti, è convocata l’assemblea di Altantia per scindere Aspi, separando il 33% dell’asset attribuendolo ai propri soci e cedendo il 55% alla nuova Autostrade Concessioni e Costruzioni in cerca di compratore. Il passaggio – anche se dovesse andare avanti senza prima avere trovato una intesa con la Cassa depositi e prestiti – non estromette comunque la Cdp dalla partita: Atlantia si è tenuta una finestra fino al 31 luglio per valutare eventuali offerte su tutto l’88% di Aspi in suo possesso, anche dopo averne approvato la scissione.



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