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Grazie alla sua integrazione perfetta tra computer e dispositivi mobili con la suite Google, Chrome è uno dei browser internet più diffusi. Diretto concorrente di Safari, il programma di navigazione web di casa Apple. Il conosciutissimo browser sviluppato dall’azienda statunitense ha saputo conquistare la sua fetta di mercato grazie ai tanti servizi offerti. È diventato in pochi anni un vero centro multimediale e di applicativi web.

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Chi infatti non ha mai utilizzato Calendar, o Keep? Tutti questi programmi grazie alla sincronia istantanea sull’account sono diventati di utilizzo quotidiano. Soprattutto gli utenti Android e Windows ne fanno largo uso. Chi usa Mac invece preferisce magari le applicazioni della casa di Cupertino. Google Chrome può contare su un’incredibile usabilità ed esperienza utente, anche se non è il browser web più ‘leggero’ del mondo.

Chi utilizza Google Chrome potrebbe dovergli dire addio: ecco cosa sta succedendo

Eppure, i fedeli utilizzatori del programma sviluppato dall’azienda con quartier generale in California, a Mountain View, potrebbero rimanere delusi. Chrome sta infatti per dire addio ad alcuni modelli di processore anche abbastanza diffusi. La notizia viene ufficialmente dal team di sviluppo. A partire dalla versione 89, infatti, il file d’installazione di Chrome non funzionerà più su alcuni processori. I PC che li montano, quindi, non riceveranno più gli aggiornamenti del browser. Ecco perché chi utilizza Google Chrome potrebbe dovergli dire addio.

È un problema, non solo perché si vanno a perdere le nuove funzionalità. Soprattutto infatti è una perdita in termini di sicurezza. Meno un browser è aggiornato, infatti, più è soggetto ad attacchi informatici e ‘buchi’ nel sistema.

Ecco cosa sta succedendo

Senza scendere troppo nel tecnico, nel documento ufficiale il team Chromium ha spiegato che le CPU x86 sprovviste del supporto alle istruzioni SSE3 saranno escluse da aggiornamenti futuri. Si parla quindi, in generale, di processori realizzati fino al 2005 come gli Intel Atom e i Celeron M. Buffo notare come i protocolli SSE3 non siano un requisito per Windows 10: questo vuol dire che nel prossimo futuro potrebbero esserci dei vecchi PC in grado di far ‘girare’ l’intero sistema operativo di Microsoft, ma non Google Chrome. E neppure Edge, il browser interno di Windows, perché anche questo è basato su Chromium.



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