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(Teleborsa) – ENEA e l’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) stanno conducendo un’indagine in Artide per capire il perché del forte aumento delle temperature rispetto al resto del Pianeta, la cosiddetta “amplificazione artica”. I due enti coordinano rispettivamente i progetti ECAPAC e SENTINEL, entrambi finanziati dal Programma di Ricerche in Artico (PRA). Come spiega il portale di informazione di ENEA, “i ricercatori studieranno in particolare il ruolo del ghiaccio marino, delle precipitazioni e i processi chimici del bromo e del mercurio, importanti indicatori della variazione del ghiaccio”.

“Questi studi ci permetteranno di comprendere la relazione tra la drammatica riduzione dell’estensione di ghiaccio marino, documentata nelle ultime quattro decadi, e i processi chimici dell’atmosfera legati al ciclo del bromo e del mercurio – ha spiegato Claudio Scarchilli, ricercatore ENEA del Laboratorio di Osservazioni e misure per l’ambiente e il clima – Questo ci permetterà di comprendere meglio non solo come il clima stia cambiando, ma anche come questi repentini cambiamenti agiscano sul ciclo chimico di bromo e mercurio, quest’ultimo considerato tossico per l’ecosistema artico”.

ENEA svolge attività di ricerca in Artico dal 1990 in quanto fa parte del pool istituti nazionali e internazionali che gestiscono il Thule High Arctic Atmospheric Observatory (THAAO). Il progetto PRA è un progetto gestito dal Comitato Scientifico per l’Artico – l’organo, istituito con la legge di Bilancio 2018, è composto da rappresentati del Ministero degli Esteri, dell’Università e da esperti di CNR, ENEA, INGV e OGS – gode di un finanziamento da 3 milioni di euro erogato dal MUR e si inquadra tra le iniziative della Strategia italiana per l’Artico che persegue la sicurezza, stabilità, sostenibilità e prosperità dell’area e degli impegni assunti dall’Italia con la dichiarazione congiunta dei Ministri della Ricerca del 28 settembre 2016, nell’ambito della prima “Arctic Science Ministerial” di Washington.

“L’Artico è un’area fragile, ma assolutamente strategica per monitorare lo stato di salute del nostro Pianeta; per questo è fondamentale garantirne la salvaguardia anche rispetto allo sfruttamento incontrollato delle ingenti risorse presenti”, ha detto Alcide di Sarra che rappresenta ENEA nel Comitato Scientifico per l’Artico – Da qui l’importanza di preservare e incrementare i finanziamenti nazionali per i programmi di ricerca in Artide, un potenziamento della cooperazione scientifica internazionale e il libero accesso alle infrastrutture di ricerca disponibili, in linea con gli obiettivi dell’Unione europea”.





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