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La recente legge di Bilancio ha approvato la Rendita Integrativa per la pensione anticipata nota con l’acronimo Rita. Si tratta di una nuova misura introdotta per la riforma pensioni.Si stima che nel medio-lungo termine questa misura potrebbe rivelarsi uno strumento assai utile per consentire a numerosi lavoratori di anticipare il tanto agognato momento del pensionamento. Tale rendita integrativa offre, ad alcune categorie di lavoratori, la possibilità di accedere all’Ape sociale, un prestito-ponte pensionistico finanziato dallo Stato.Garantire l’accesso anticipato alla pensione a tutti quei lavoratori che abbiano compiuto il 63° anno di età non sarà più un miraggio.

Come andare in pensione anticipata. Quali requisiti si devono possedere?

Gli aspiranti pensionati dovranno possedere alcuni requisiti necessari. Potranno richiedere la rendita Rita coloro che:

  • Siano iscritti ad un fondo pensione, purché non del tipo a prestazione definita.
  • Raggiungano l’età anagrafica per il pensionamento entro i cinque anni a venire dalla richiesta di rendita.
  • Abbiano maturato venti anni di anzianità contributiva presso i regimi obbligatori al momento della richiesta di rendita.

In cosa consiste Rita?

La Rendita Integrativa per la Pensione Anticipata consiste in una erogazione frazionata di un capitale calcolabile in base alla prestazione maturata dal lavoratore. La frequenza con la quale viene erogato il fondo viene stabilita dai fondi pensione, ma non supera la cadenza trimestrale. Sempre i fondi pensione, verificano che il richiedente abbia tutti i requisiti per la maturazione della prestazione.

Puntare al fondo pensioni

Tale misura offre l’opportunità di andare in pensione  anticipata  per vecchiaia o anzianità senza forti penalizzazioni. Sicuramente, non sarà impresa facile sostenere adeguatamente Rita, ma la soluzione è a portata di mano se ci si iscrive sin da subito ad un adeguato fondo pensioni.

Novità anche sull’opzione donna

Sempre stando alla recente Legge di Bilancio, l’opzione donna è stata estesa anche per il 2020 e le lavoratrici potranno avviare anticipatamente l’iter per il pensionamento. Rientrano nella categoria tutte le donne che abbiano compiuto 58 anni di età al 31 dicembre 2019 (se dipendenti) o 59 anni di età (se autonome) e in possesso di 35 anni di contributi.

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