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Come aumentare la pensione integrativa? Attualmente, le riforme relative al sistema previdenziale offrono all’ex lavoratore dipendente di percepire una pensione che si aggira intorno al 70% dello stipendio percepito negli ultimi anni di servizio. Gli ex lavoratori autonomi, invece, versano in condizioni meno agevoli perché la loro percentuale si abbassa a circa il 50%.

Perché pensarci da subito

Un fattore non trascurabile riguarda il ritardo con cui si entra nel mondo del lavoro oggi. La dimensione lavorativa oggi è molto più complessa, perché si richiedono sempre maggiori specializzazioni per ogni settore di lavoro. Pensare ad una pensione integrativa potrebbe essere una buona soluzione per assicurarsi una rendita dignitosa durante gli anni della terza età.

Come aumentare la pensione integrativa: i premi risultato

Dal 2016 la Legge 208/2015 ha introdotto i cosiddetti “premi risultato”, cioè delle erogazioni economiche dirette a dipendenti che hanno un imponibile di massimo 80 mila euro.

I valori economici da controllare, l’entità del premio e il minimo di incremento da raggiungere vengono disposti attraverso un accordo sindacale. Tale accordo è depositato sul portale telematico del Ministero del Lavoro.

Come convertire i premi risultato

Sulla base di questi premi, i dipendenti scontano un’aliquota Irpef sostitutiva al 10%, quindi il costo del lavoro resta identico poiché il datore di lavoro corrisponde i contributi Inps ordinari. Stando a quanto dice la norma del 2015, il dipendente può scegliere di convertire i premi risultato in opere o servizi. Cosa significa? Il dipendente può convertire questi premi al fine di assolvere pagamenti dei beni e servizi previsti dall’articolo 51, commi 2 e 3 del Dpr 917/1986 (retta dell’asilo nido, rimborsi di mezzi pubblici, check-up sanitari).

Nuove agevolazioni

Dall’anno 2017, tra le agevolazioni fiscali previste dal premio, ne sono stati aggiunti alcuni molto interessanti. Stiamo parlando dei contributi di previdenza complementare, contributi a casse sanitarie integrative del SSN e a piani di azionario. In particolare, la previdenza complementare offre la possibilità al neo-pensionato di scegliere due opzioni: dedurre dal proprio reddito i contributi in deroga fino ad un certo limite e dall’altro consente di non sottoporre ad alcun prelievo fiscale la corrispondente quota di prestazione (riscatto, rendita, capitale, rita).



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