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(ANSA) – ROMA, 24 NOV – Il volume delle vendite di sigarette
“è diminuito costantemente dal 2004, quando era di 99,8 miliardi
di unità, raggiungendo i 64,4 miliardi nel 2019”, e il prezzo “è
aumentato di oltre l’1% in più rispetto all’inflazione tra il
2009 e il 2019”. E’ quanto emerso questa mattina dalla lettura
dello studio presentato dal rappresentante di Deloitte Marco
Vulpiani, sulla base di dati Bat (British american tobacco) e
Ocse, ad un convegno sulla fiscalità del tabacco, promosso dalla
Luiss, dal titolo ‘La fiscalità del tabacco tra sostenibilità
del gettito e cambiamento strutturale della domanda’. “La
percentuale di Pil pro capite necessaria per acquistare 2.000
sigarette al prezzo medio è cresciuta dall’1,21% nel 2004
all’1,73% nel 2019”, è stato sottolineato, evidenziando come il
‘peso’ della tassazione abbia condizionato la solita dei costi:
“L’incidenza fiscale totale (accise + Iva) è passata da circa il
75% nel 2008 al 77% nel 2019”, laddove l’Oms (Organizzazione
mondiale della sanità) “raccomanda che le tasse sulle sigarette
siano fissate in modo da raggiungere un’incidenza fiscale del
70-75%”. Nel corso dell’evento il professor Marco Spallone,
docente di Economia all’università di Chieti e Pescara e
coordinatore del Casmef (Centro Arcelli per gli studi monetari e
finanziari) della Luiss-Guido Carli, ha sostenuto come
“l’attuale sconto fiscale del 75% in vigore per i prodotti a
tabacco riscaldato rispetto alle sigarette tradizionali”, che ha
definito “non supportato da prove scientifiche che riconoscano
il minor danno da essi causato”, non sia “giustificabile” dal
punto di vista tributario. Nel frattempo, l’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli “sta terminando una ‘app’ a supporto del
contrasto al contrabbando delle forze di polizia per verificare
se il pacchetto di sigarette è, o non è legale”, secondo quanto
annunciato dal direttore dell’Agenzia Marcello Minenna,
spiegando che vorrebbe aprire la ‘app’ ai cittadini, affinché
ciascuno, “quando compra un pacchetto di sigarette, con la sua
‘app’ sul telefonino, possa verificarne la provenienza”,
attraverso il QR Code. (ANSA).
   

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