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Il contrabbando dell’e-cigarette sarà perseguito secondo le norme già vigenti per i tabacchi tradizionali. Secondo il dettato del Dpr 504/1995, art. 62-quater, i liquidi da inalazione delle e-cigarette equivalgono al tabacco di contrabbando di importazione estera. Il direttore dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emanato un provvedimento teso ad individuare i criteri di tale equivalenza. Con la direttiva doganale 11038/Ru del 25 gennaio 2018 è stata determinata l’equivalenza di 1 ml di liquido con 5,63 grammi di tradizionale tabacco.

La normativa

La Cassazione ha esteso la normativa che disciplina il contrabbando di sigarette tradizionali in occasione del sequestro di taniche contenenti i liquidi da inalazione. Gli agenti delle Dogane hanno provveduto al sequestro dei flaconi perché il quantitativo degli stessi superava di molto la franchigia imposta dell’Iva. La quantità sequestrata, infatti, ammonta a 4.500 ml di liquidi corrispondenti a 25,335 chili di tabacco di provenienza estera. In sua difesa, il ricorrente ha contestato la comparazione effettuata dalla Cassazione tra tabacchi tradizionale e liquidi da inalare.

Contrabbando e-cigarette. I rischi per i fumatori

La difesa ha contestato l’avvenuta applicazione dell’art. 291-bis della legislazione doganale (Dpr 43/1973) che assimila i liquidi al contrabbando. In suo luogo, a giudizio del ricorrente, si sarebbe dovuto applicare l’art. 295-bis che commina una sanzione pecuniaria in relazione ai diritti di confine per prodotti diversi. Con la determinazione dell’equivalenza l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non intendeva perseguire il fine di quantificare l’imposta di consumo. Quanto piuttosto sanzionare l’ingresso sul suolo italiano di un quantitativo di tabacco di contrabbando superiore ai dieci chili.

Cosa rischiano i fumatori

Inoltre, i fumatori di sigarette elettroniche dovranno guardarsi dal rischio di acquistare dei liquidi da inalare potenzialmente pericolosi per la salute. Spesso prodotti privi di autorizzazione e non sottoposti a controlli realizzati in laboratori clandestini. La Guardia di Finanza ha individuato innumerevoli casi di violazione del Testo unico sulle accise e sui tabacchi lavorati.

Di recente, ad esempio, si sono moltiplicati i laboratori improvvisati in cui vengono realizzati prodotti destinati alla vendita online. Si tratta di una strategia messa in campo per eludere controlli e imposte: si vende un Kit con nicotina da miscelare ad altri due composti. Pertanto, il mix di liquidi così ottenuti con l’aggiunta di acqua presenta incognite per la tutela della sicurezza e della salute del consumatore finale.

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