Dopo un mese di prime pagine la ‘faccenda cinese’ è scivolata via non tanto dalle pagine dei giornali quanto dalla mente di tutti noi; l’emergenza virus è infatti giunta sotto casa. I mercati azionari sono crollati e si vicifera da più parto di un’imminente recessione. Cosa deve fare l’Italia per uscire dalla crisi in cui sta entrando per il coronavirus?

Oggi si fatica a guardare aldilà del proprio naso, atteggiamento tipico della natura umana quando posta sotto minaccia. Eppure la questione ci riguarda da vicino sebbene geograficamente distante.

Qualche numero, per esempio

Il primo bimestre 2020 ha visto il saldo della bilancia commerciale cinese crollare più di quanto si attendevano gli analisti. Rispetto al 1° bimestre 2019 (quando peraltro erano in corso le schermaglie dei dazi USA-Cina) si è avuto un -17,2% delle esportazioni a fronte di un -4% nelle importazioni. Passando dalle percentuali ai valori assoluti, cioè vuol dire che il disavanzo è schizzato a 7,09 mld di $. Mentre detta in termini di Pil la crescita dell’economia cinese si fermerà a un ‘solo’ +3% rispetto a un +6%  inizialmente stimato.

La vicinanza che non ti aspetti. Cosa deve fare l’Italia per uscire dalla crisi in cui sta entrando per il coronavirus?

Ora, se il decorso del contagio non dovesse poi discostarsi così tanto neanche da noi è verosimile che si rispetteranno anche questi trend nell’economia. O forse saranno ancora peggiori considerato che in Patria il contagio ha intaccato (almeno per ora) il pistone pulsante dell’economia tricolore. Attività chiuse portano a spasso la gente, che perdendo il lavoro non spende, non investe e non consuma. Si aggiunga poi il fatto che alcuni distretti economici lavorano quasi prettamente per l’estero, che se non compra più dal Belpaese sono guai seri.

La storia è maestra di vita

Ecco allora che ritorna centrale il non perdere di vista l’evoluzione della situazione sotto il Celeste impero. Quindi cosa deve fare l’Italia per uscire dalla crisi in cui sta entrando per il coronavirus?

Anzitutto si sarebbero potute imitare più tempestivamente le loro azioni d’urto contro il contagio. Il raggio d’applicazione ne sarebbe uscito più ridimensionato rispetto all’attuale. Avremmo imparato dai loro ineludibili errori di gestione commessi in buona fede sotto il peso dell’emergenza. O ancora si sarebbero perfezionate tutte le sperimentazioni già avviate anzitempo lì.

La lezione da trarre

Per salvaguardare la nostra economia, e quindi le nostre tasche, stavolta dobbiamo essere noi i “maestri del plagio” e copiare da loro. Dobbiamo contenere la diffusione dell’epidemia, anche a costo di sacrifici o di perdere un po’ di voti qua e là. Una rinuncia fatta oggi sarà infatti il nostro grande rilancio  di domani. Sembra che il governo stia seguendo questa strada. Vedremo cosa accadrà e soprattutto vedremo come risponderanno i mercati azionari in apertura di settimana.

La storia insegna che i ribassi hanno sempre rappresentato una straordinaria occasione di acquisto. Per questo ora bisogna concentrarsi sul momento opportuno per effettuare degli acquisti sui mercati a prezzi che già ora sono davvero convenienti.



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