Inutile negarlo: ormai tutti i media ed esperti, tendono ad interpretare la questione coronavirus e temi collegati in modo pressochè uniforme. Chiavi interpretative sono una sostanziale imprevedibilità dell’evento, all’insegna di una interpretazione quale fenomeno puramente occasionale, ed una quasi ineluttabilità delle misure prese con il decreto di ieri.

Ma le cose stanno realmente così?

E cosa hanno in comune coronavirus, misure prese, terapie possibili, cigni neri e torri gemelle?

Il mio intento è di offrire una diversa interpretazione della realtà. Il filo rosso conduttore tra i diversi temi è proprio questo: non esiste un unico modo di interpretare la realtà. Alla luce di tale principio ispiratore e di lunghe ricerche in vari ambiti dello scibile umano, da me condotte nel corso degli anni, vi illustrerò aspetti non scontati delle realtà, alternativi rispetto alle interpretazioni dominanti.

Ma, per dare maggior ordine ai vari temi ed al fil rouge che li lega, ecco una scaletta dei vari punti toccati:

  • coronavirus: il decreto rischia di non essere operativo giuridicamente perchè contiene almeno un grave errore giuridico….
  • i presupposti tecnico scientifici: unica verità possibile, o dogma di una particolare scuola di pensiero?
  • esistono alternative mediche alle misure prese?
  • E’ proprio vero che, anche in assenza di vaccino, nulla si possa fare?
  • Coronavirus e torri gemelle: cigni neri o eventi già previsti? qualcuno, evidentemente, forse sapeva in anticipo….. le previsioni di Eyes of darkness e del Gioco degli illuminati, realizzato negli anni ’80 con immagini di quanto sarebbe capitato in futuro, comprese le torri gemelle.

Ma procediamo con ordine.

Coronavirus, un grave errore giuridico nel decreto di ieri.

A prescindere dall’efficacia, presunta o reale, delle misure intraprese con il decreto di ieri, occorre evidenziare un errore giuridico, contenuto nel medesimo. Per dare maggior valenza vincolante a siffatti provvedimenti, un articolo del decreto prevede espressamente l’applicazione dell’art. 650 del codice penale in caso di loro violazione.

Ma, più precisamente, parla di violazione degli obblighi contenuti nel decreto.

Occorre subito chiarire che la necessità di tale previsione sanzionatoria consegue al fatto che l’art. 650 del codice penale è interpretato quale fattispecie sussidiaria. Cioè si applica solo quando altre norme non prevedano sanzioni di tipo amministrativo o penale relative ai medesimi comportamenti. Pertanto, il senso della norma contenuta nel decreto è che solo nei casi espressamente previsti dalla medesima norma, si applica la sanzione penale, ma quali sono questi casi?

Il decreto parla di violazione degli obblighi.

Attenzione, dunque, solo la violazione di obblighi comporta l’applicazione di sanzioni penali.

Del resto, non potrebbe essere diversamente, in quanto il principio di tassatività della fattispecie penale comporta che i fatti di reato siano espressamente descritti nelle norme incriminatrici.

Peccato che il termine obblighi abbia un preciso significato giuridico e che, trattandosi appunto di norma incriminatrice, il suo significato non possa essere interpretato in senso estensivo o analogico.

Obbligo significa imposizione di fare qualcosa e la violazione di un obbligo è un comportamento necessariamente omissivo.

Peccato che le misure previste dal decreto riconducano essenzialmente, totalmente o quasi, invece, a dei divieti.

Come il divieto di circolazione, di entrare o uscire da determinati territori, o il divieto di tenere aperti esercizi commerciali o locali, qualora non si riesca a rispettare l’ormai fatidica distanza di almeno un metro.

In altri termini, siamo in presenza di un decreto che per lo più stabilisce dei divieti, ma sanziona la violazione non di divieti, ma di obblighi.

Già questo è un chiaro esempio di come quella che parrebbe una verità scontata ed acclarata, il sanzionamento di comportamenti che violano le misure decise, non sia affatto certo e scontato.

I presupposti tecnici: verità scientifica o orientamento di una scuola di pensiero?

Ma sulla base di cosa vengono decise determinate misure, e non altre?

A quanto pare, stando alle stesse parole del Presidente del consiglio, in base alle indicazioni scientifiche di esperti, facenti parte di appositi organi consultivi.

Queste misure saranno in parte anche efficaci, ma non corrisponde al vero che siano le uniche possibili. Chi afferma questo esprime la visione di una certa scuola di pensiero,  ma occorre sapere che esistono orientamenti e visuali diverse.

Quali alternative?

Cercherò di spiegare molto semplicemente alcuni elementi medici.

Occorre sapere che l’epidermide, ad esempio, è ricoperta da una infinità di microrganismi, di natura soprattutto batterica.

Eppure, non tutti ci ammaliamo, a seguito dell’azione di questi elementi.

Il motivo è legato soprattutto all’azione del nostro sistema immunitario.

Talora un deficit di questo sistema, una sua minor efficacia, consente a tali elementi di far breccia nel nostro organismo, come nel caso anche solo di un banale raffreddore.

Certamente, a fronte di elementi poco noti, come il covid 19, un fattore immunizzante sarebbe il vaccino, ma non senza complicazioni possibili, anche gravi.

Infatti occorre sapere che i vaccini possono esporre soprattutto soggetti con deficit immunitario a gravi ripercussioni, talora anche fatali.

Sin qui concetti condivisi da tutti gli appartenenti a diverse scuole di pensiero.

Tuttavia, da qui in avanti alcune visioni si diversificano non poco.

I sostenitori di una visione più tradizionale delle medicina ritengono che vi sia poco o nulla da fare contro il covid 19.

Ma studi di diversa natura, sia epidemiologica, che più propriamente virologica, hanno evidenziato come sia possibile incrementare anche in misura rilevante le capacità difensive del sistema immunitario umano, prescindendo dai vaccini.

Esistono a tal fine diverse sostanze immunomodulanti, che dovrebbero essere evitate solo da coloro che sono affetti da patologie autoimmuni.

Si pongono quindi a confronto due opposte visioni.

Se vogliamo, è come fare un confronto tra chi spera che il ladro non arrivi mai (misure di contenimento) e chi invece ritiene si debba essere pronti ad affrontarlo se arriva (sostenitori degli elementi immunostimolanti).

Ovviamente la scuola più tradizionale ritiene inutili tali elementi. Ma credo che si sia preferita una soluzione che risale al medio evo, laddove le terapie e le profilassi immunostimolanti sono invece nel segno del presente e del futuro.

Peraltro con la differenza dei costi da sostenere nel caso di misure di limitazione e in assenza di costi economici nel secondo caso.

Ma il coronavirus, al pari di altri eventi, costituisce un cigno nero imprevisto ed imprevedibile?

Circostanze ben precise ci dicono di no.

Dietro determinati eventi si confrontano le tesi più diverse, per cercare di comprenderne cause ed origine prima. Ma un fatto è certo: il corona virus, al pari di eventi, come il crollo delle torri gemelle, era stato previsto già molti anni prima, e questo è un dato di fatto incontrovertibile.

La profezia del romanzo The eyes of darkness, opera scritta molti anni fa.

Partiamo subito da questa immagine del testo.

Il romanzo, scritto nel 1981, fa riferimento al seguente scenario: attorno al 2020 viene sviluppata da laboratori siti, guarda caso, a Whuan, una sorta di arma batteriologica, un virus in grado di sviluppare una sorta di patologia respiratoria.

Cosa hanno in comune coronavirus, misure prese, terapie possibili, cigni neri e torri gemelle?

Un evento scritto e profetizzato quarant’anni prima

Una quarantina di anni prima, qualcuno aveva parlato di qualcosa, individuando sito di origine, natura della conseguente patologia e caratteristiche di un evento futuro.

Mi paiono troppe le circostanze coincidenti, per parlare, appunto, solo di coincidenze. Non è in questo articolo mio compito approfondire o condividere una delle tesi, che cercano di spiegare il come e perché di un fatto del genere.

Vorrei concludere questa sorta di riflessioni su aspetti della realtà, diversi da quello che logicamente si potrebbe pensare, con un altro analogo caso.

Negli anni ’80, nello specifico nell’82, fu realizzato un gioco di carte denominato le carte degli Illuminati.

L’aspetto curioso è che tali carte rappresentano, in parte, eventi futuri disastrosi, come l’attacco alle torri gemelle.

Ecco queste carte

E’ evidente la rappresentazione sia dell’attacco al Pentagono, che alle torri gemelle.

Volendo approfondire il tema, occorre anche dire che dietro l’attacco alle torri gemelle secondo alcuni non si nasconde tanto un attacco terroristico.  Ma trattasi di un’esplosione di un piccolo ordigno atomico (anche perché la fusoliera in alluminio di un aereo viene respinta da una struttura in acciaio, come quella delle torri gemelle, non è in grado di sprofondare nella medesima).

Ma non è intento di questo articolo approfondire tesi, anche complottiste, su questo evento.

Occorre porsi una domanda: come facevano gli ideatori delle carte, anni prima, a sapere cosa si sarebbe verificato, al pari di altri eventi?

Sintesi di cosa hanno in comune coronavirus, misure prese, terapie possibili, cigni neri e torri gemelle

Compito dell’analista è quello di tentare di comprendere la realtà di un determinato ambito. Ma spesso la realtà è diversa, alternativa a quella che, apparentemente, dovrebbe essere secondo le logiche usuali.

In tal senso, un filo rosso tiene legati eventi come coronavirus, decreto sul medesimo, torri gemelle.

In passato, pare che qualcuno sapesse cosa sarebbe successo, quindi eventi come coronavirus e torri gemelle potrebbero non essere semplici cigni neri.

Altro esempio di realtà diversa da come la si rappresenta è il decreto approvato ieri, che pare non avere efficacia giuridica quanto alle previste sanzioni.

Anche la strategia che si sta realizzando contro l’epidemia è incentrata su misure che, per quanto efficaci, non paiono poter tener il passo con profilassi che stimolano il sistema immunitario, ma pare che debba prevalere un determinato orientamento scientifico.

Il tutto all’insegna di una realtà che spesso, a volerla approfondire, forse non è così scontata e trasparente, come potrebbe parere di primo acchito.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT



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