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(Teleborsa) – Sono 1.129 i decessi registrati in Germania nelle ultime 24 ore, secondo quanto segnalato dall’Istituto Robert Koch di Berlino, per un totale di 32.107 dal marzo scorso. Questo numero è il più alto dall’inizio epidemia e, come ha commentato il ministro della Sanità tedesco Jens Spahn, “ci dice che siamo purtroppo ancora lontani dalla normalità”. La settimana scorsa era stato raggiunto l’ultimo record di 962 morti.

Sul fronte decessi arrivano brutte notizie anche dal Regno Unito, dove ne sono stati registrati 981 (era da aprile che non se ne registravano così tanti), assieme a 50.023 contagi, poco meno del record di ieri. Ciò a spinto ad includere nuove aree in quelle con il livello massimo di restrizioni: il ministro della Sanità, Matt Hancock, ha infatti esteso alle Midlands e ad altre aree dell’Inghilterra il lockdown “Tier 4”, che già riguardava Londra e oltre metà popolazione britannica. Contestualmente, è stata posticipata la riapertura della scuole in queste zone, con la riapertura fissata ora al 18 gennaio.

In Italia sono stati registrati 16.202 i casi Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore, con 575 decessi e un calo sia nel numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (oggi sono 21 in meno, 2.528 totali), sia quello degli ospedalizzati con sintomi.

Intanto il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) ha detto che le varianti del virus SarsCov2 sono in 26 Paesi, 13 dei quali europei, anche non ci sono certezze sulla loro maggiore gravità. In un documento aggiornato al 28 dicembre, l’ECDC segnala che la variante inglese è presente in Australia, Canada, Hong Kong, India, Israele, Giappone, Giordania, Libano, Sud Corea, Svizzera, Singapore, Stati Uniti e Cile. In Europa, è stata trovata in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia. La variante sudafricana è in Regno Unito e Finlandia.





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