fbpx


banche

Il board proporrà all’assemblea straordinaria del 27 novembre prossimo il versamento della seconda tranche del dividendo 2019, pari a 0,1388 franchi per azione

di Lino Terlizzi

default onloading pic
(REUTERS)

Il board proporrà all’assemblea straordinaria del 27 novembre prossimo il versamento della seconda tranche del dividendo 2019, pari a 0,1388 franchi per azione

2′ di lettura

Dati a tinte miste per Credit Suisse. Il gruppo bancario elvetico ha realizzato nel terzo trimestre un utile netto di 546 milioni di franchi (510 milioni di euro), in calo del 38% rispetto a un anno prima; per l’insieme dei primi nove mesi 2020 l’utile netto è di 3 miliardi di franchi (2,8 miliardi di euro), in aumento del 18% in rapporto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Né il buon bilancio complessivo dei nove mesi, né le notizie positive del pagamento della seconda tranche del dividendo e del riacquisto di azioni proprie, hanno salvato il titolo Credit Suisse, che a Zurigo ha chiuso la seduta in ribasso del 5,5%; molti operatori e analisti si aspettavano un terzo trimestre migliore e l’azione ne ha risentito.

Il calo della profittabilità della banca nel terzo trimestre è legato soprattutto a tre fattori. Nello stesso periodo dell’anno scorso c’era stato un guadagno non ordinario di 327 milioni, dovuto alla cessione della piattaforma di fondi InvestLab. Inoltre, la marcata debolezza del dollaro Usa sul franco svizzero ha inciso sui conti, considerando che la banca rossocrociata realizza in biglietto verde una parte non piccola dei suoi ricavi. Infine, come per molti anche per Credit Suisse si sono fatti sentire gli effetti di freno del coronavirus sul quadro economico, con alcuni riflessi sui conti.

Il consiglio di amministrazione della banca proporrà all’assemblea straordinaria del 27 novembre prossimo il versamento della seconda tranche del dividendo 2019, pari a 0,1388 franchi per azione. Credit Suisse intende inoltre riprendere in gennaio il suo programma di riacquisto di azioni, per un valore massimo di 1,5 miliardi di franchi, di cui almeno 1 miliardo l’anno prossimo.

Per quel che riguarda i costi, la banca guidata dal chief executive officer Thomas Gottstein punta ad accelerare nelle misure di contenimento già annunciate, con risparmi tra 400 e 450 milioni dal 2022, contro l’obiettivo iniziale di 400 milioni. Credit Suisse è la seconda banca svizzera per dimensioni, alle spalle di Ubs. Il gruppo è attivo a livello globale nel private banking, nell’asset management, nell’investment banking; sul solo mercato elvetico è attivo anche nel retail banking.



Source link

REGISTRATI ORA
%d bloggers like this: