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Tengono banco a Piazza Affari le sirene di M&A sul settore bancario. Ieri a fare rumore è stata l’indiscrezione Bloomberg secondo cui Credit Agricole ha acceso i fari sulle banche italiane di medio o piccole dimensioni al fine di accrescere la sua presenza nel Belpaese. Tra i nomi nel taccuino della seconda maggiore banca francese ci sarebbero Banco BPM e Credito Valtellinese. Di quest’ultima Credit Agricole detiene già una quota azionaria del 5%, acquisita nel 2018 a seguito della definizione della partnership bancassicurativa.
Oggi il titolo CreVal ritraccia dell’1,3% a 7,895 euro dopo il balzo di oltre +11% della vigilia.

La view di Equita e Mediobanca in ottica M&A

Gli analisti guardano con attenzione ai possibili sviluppi per la banca valtellinese. Equita SIM in particolare elenca quattro motivi per cui Creval possa godere di notevole appeal speculativo:
i) eccellente posizione patrimoniale (CET1 al 16,7%).
ii) ottimi livelli di asset quality (NPE Ratio al 6,4%).
iii) base azionaria frammentata.
iv) valutazione complessivamente attraente (2021E PTE = 0,33x).
Assumendo un’acquisizione a un PTE di 0,4 volte (in linea con l’offerta iniziale pre cash del deal Intesa-UBI), questa garantirebbe un upside del 20% rispetto ai prezzi attuali. Con il titolo che a un multiplo di 0,4 volte tratterebbe a 9,8 euro e includendo parte dell’appeal speculativo la sim milanese ha alzato del 17% il prezzo obiettivo su Creval a 9 euro.

Parte del premio M&A già inglobato nei prezzi attuali

Mediobanca Securities rimarca come Credit Agricole effettivamente presenta una buona potenza di fuoco e non ha paura di essere audace, ma negli anni ha avuto molte opportunità di acquistare reti italiane in difficoltà e ha resistito. “Creval è una possibilità (anche se è difficile razionalizzare il motivo per cui ciò non è già accaduto) mentre Banco BPM è improbabile“, rimarcano gli analisti di piazzetta Cuccia aggiungendo come Creval sia stato per un po’ e rimane un obiettivo e l’azione già ingloba un ‘premio M&A’ negli attuali prezzi.
In generale Mediobanca sottolinea come il consolidamento in Italia tra player grandi e ben capitalizzati avrebbe senso industriale, ma Unicredit non ha fretta di consolidarsi in Italia in vista della scadenza delle moratorie a meno che ciò non avvenga a condizioni molto favorevoli. Su Banco BPM, Mediobanca ritiene che possa rimanere fuori dai giochi in quanto i potenziali acquirenti stanno perseguendo altre strategie.





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