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MILANO – Crollo record dell’industria italiana ad aprile: con il lockdown dovuto al contenimento del Covid, la produzione industriale tricolore è precipitata del 42,5% annuo segnando così “nuovo record della serie storica disponibile, che parte dal 1990, superando i valori registrati nel corso della crisi del 2008-2009”. Così l’Istat con riferimento ai dati corretti per gli effetti di calendario.

Aprile in termini tendenziali, infatti, va peggio di marzo. Mese su mese, invece, “l’indice destagionalizzato recupera lievemente rispetto al valore minimo registrato a marzo, costituendo, tuttavia, il secondo peggior risultato della serie storica”. Tra i due mesi, infatti, il crollo è del 19,1% mentre a marzo (su febbraio) si era registrato un calo superiore al 28 per cento.

La pandemia ridisegna la mappa produttiva e l’Istat rileva che l’unico settore in crescita lieve è quello farmaceutico, mentre su base tendenziale si registra un crollo senza precedenti per il settore tessile e abbigliamento (-80,5%) e fabbricazione di mezzi di trasporto (-74,0%).

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“Ad aprile le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 – commenta l’Istat – hanno determinato la forzata chiusura dell’attività di molti settori per l’intero mese, con effetti negativi rilevanti sui livelli produttivi. Su base congiunturale, al netto della stagionalità, si osserva una nuova, marcata flessione (-19,1%), seppure meno ampia di quella di marzo (-28,4%); l’unico comparto in leggera crescita è quello farmaceutico (+2,0%), mentre rimane sostanzialmente stabile quello alimentare (-0,1%). In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario diminuisce in modo ancor più accentuato di quanto osservato il mese precedente, con una flessione del 42,5%. Tutti i settori sono in calo. Le industrie tessili, dell’abbigliamento, pelli e accessori e quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto sono le più colpite, con riduzioni della produzione senza precedenti e rispettivamente pari all’80,5% e al 74,0%”.

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Un secco -100%, cioè il totale azzeramento, è il risultato congiunturale del mese di aprile per l’industria degli autoveicoli. Su base annua non si va lontano: -98,4% il dato corretto per gli effetti di calendario e -95,5% la variazione grezza.
 

Export, in sofferenza il Nord-Est

Altri dati Istat, questa volta sulle esportazioni, fotografano la difficoltà delle parti più produttive del Paese. “Nel primo trimestre 2020 si stima un’ampia diminuzione congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali: superiore alla media nazionale per il Nord-est (-6,8%) e per il Sud e Isole (-5,4%), più contenuta per il Centro (-3,5%) e per il Nord-ovest (-3,3%)”, rileva l’Istituto di statistica. “La dinamica territoriale delle esportazioni nel primo trimestre 2020 è condizionata dagli effetti economici che l’emergenza Covid-19 ha avuto sull’export italiano nel mese di marzo”, sottolinea l’Istituto, facendo notare che il calo risulta “particolarmente” marcato per il Nord-est, che “da solo spiega la metà della contrazione dell’export nazionale”.





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