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Il periodo di transizione concesso ad Henry e Meghan segna un punto a favore dei cambiamenti storico-culturali dei nostri tempi. Certamente alcuni si chiederanno come possa mai associare una notizia del genere in relazione agli scenrari che quotidianamente seguiamo e, di conseguenza, monitoriamo sui nostri grafici, rappresentanti la narrazione tecnica dei mercati finanziari.

Molti hanno ricordato, costruendone una connessione, l’abdicazione di Edoardo VIII per amore della sua amata, Wallis Simpson, donna americana e già divorziata. Grande frattura e vero scandalo per Buckingham Palace negli anni ’30, periodo fortemente animato dalle turbolenze susseguitesi dopo la crisi di Wall Street.

Questi aspetti, a mio avviso, rappresentano in maniera latente le evoluzioni della società contemporanea che spesso contribuiscono ad alimentare dei disorientamenti ed interrogativi pregnanti, soprattutto per gli scenari futuri. Per la società, la cultura, i corpi intermedi, le politiche e finanche per l’economia.

Probabilmente sarebbe felice delle scelte dei Duchi del Sussex il filosofo, religioso inglese Guglielmo di Ockham che nel 1300 disorientò parte del popolo con la sua tesi sul volontarismo.

Cosa sta accadendo oggi all’isola d’oltremanica ? Il Paese che nel 1833 votò il Factory Act e che introdusse per la prima volta vere forme di tutela per i lavoratori sta vivendo un periodo di forte disorientamento. Al netto della Brexit, delle sue peculiarità e l’attesa per capire nel dettaglio l’avvenire del Regno Unito, si registrano dati macroeconomici importanti, con un calo della produzione industriale dell’1,2% tra ottobre e novembre, accompagnato dal preoccupante dato del manifatturiero, mai così male da fine 2018, che evidenzia una produzione ridotta del 2% su base annua, senza tralasciare il Prodotto Interno Lordo che è andato contraendosi dello 0,3% su base mensile.

L’ultimo dato relativo all’indice dei prezzi al consumo, misurante i cambiamenti dei prezzi di beni e servizi, registra una percentuale inferiore alle attese e del numero precedente e può indicare un importante indizio sulla possibilità di un ribasso della sterlina.

Disorientamento e punti nevralgici di cedimento dell’economia britannica

La dopo aver sfondato 1,3500 dopo la vittoria di Boris Johnson e ripiombata sotto 1,3000 con un importante supporto ad 1,2824 ed un secondo ad 1,2750 come supportato dai grafici allegati.

Una estensione della debolezza interna alla Gran Bretagna aprirebbe la possibilità al taglio dei tassi. E’ lo stesso governatore della Bank of England ad averlo esternato. Insomma, qualcosa dovrà pur muoversi, un colpo di reni è quanto mai necessario soprattutto per fornire un pò di luce al disorientamento, così come avvenne nel mese di maggio dello scorso anno quando furono tagliati i dazi per l’87% dei beni importati, con l’intento di fornire un forte segnale a tutta l’Eurozona.

Per concludere, focalizzarei l’attenzione sul gap down, tra 1,3000 ed 1,3054 ancora non chiuso su GBP/USD ben evidente sul grafico orario.

Questa è la mia lettura, al di la delle divagazioni !!!

Grafico GBP/USD 1





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