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Arrivano buone notizie dalla Gran Bretagna: l’infezione si sta riducendo
Secondo i consulenti scientifici del Regno Unito, il Coronavirus sta calando e il tasso si starebbe riducendo per la prima volta negli ultimi sei mesi. Insomma ci si starebbe riavvicinando ai dati di luglio, sicuramente migliori rispetto a questi mesi.

Il Numero R inferiore a 1

Il numero di riproduzione (R), è uno dei criteri usati durante le malattie infettive e/o le pandemie per indicare la media di persone contagiate da ogni persona infetta. Ad oggi è fra lo 0.7 e lo 0.9, essendo inferiore a 1 sta a indicare che l’epidemia si sta riducendo.

Da luglio è la prima volta che ogni regione britannica ha un tasso inferiore a 1

La Gran Bretagna è arrivata a questo micro risultato in seguito all’isolamento dovuto alla necessità di frenare il contagio epidemico mondiale del Covid-19 che ha causato 116.000 morti. A Gennaio un nuovo picco e oggi finalmente la nazione tira un sospiro di sollievo tenendo sempre gli occhi aperti.

Venerdì scorso, il Regno Unito, ha registrato nuovi casi: 15.144 nuovi casi , 768 decessi e il bilancio è il quinto più alto per un totale di 116.287 dietro a USA, Brasile, Messico e India.Il governo nel frattempo aveva già attuato un piano di vaccinazione per l’intera popolazione adulta, l’obiettivo è dare la prima delle due dosi a 15 milioni di persone più a rischio, compresi gli under 70.

Lo scopo è stato raggiungo avendo a disposizione una dose per le persone più vulnerabili. Al momento il 22% della popolazione, quindi 537.000 persone, hanno ricevuto la prima iniezione; queste persone, fanno parte dei primi quattro gruppi scelti dal Governo che hanno la priorità: over 75, personale sanitario, vale a dire medici, infermieri e operatori delle strutture sanitarie comprese le case di cure.

Un tweet con un cuore rosso e tre siringhe

Nadhim Zahawi ministro ministro dei vaccini twetta: “15,000,000! Squadra incredibile non ci riposeremo finché non offriremo il vaccino a tutta la fase1 le categorie 1-9 dei più vulnerabili & tutti gli over 50 entro fine aprile e poi tutti gli adulti”. Ciò significa che nei prossimi cinque gruppi saranno compresi gli over 50 e i giovani con condizioni di salute precise, ovvero più vulnerabili.

Economicamente in ginocchio

Questa è una buona notizia per il Regno Unito ma economicamente è il momento peggiore del G7. Si tornerà a dei livelli “buoni” nella primavera 2022. La priorità di Johnson rimane quella di riaprire le scuole, ci sarà un preavviso di 15 giorni per dare la possibilità di organizzarsi, sia alle scuole che agli insegnanti.


Johnson dal 22 Febbraio rallenterà le chiusure


Boris Johnson, ha dichiarato che dal 22 Febbraio, rallenterà le restrizioni in vista del miglioramento della situazione infettiva. “Questo paese ha raggiunto un’impresa straordinaria, somministrare un totale di 15 milioni di vaccini nelle braccia di alcune delle persone più vulnerabili del paese”.

Ovviamente sulla base di queste decisioni, ci sono due correnti, economicamente parlando da un certo punto di vista farebbe ripartire e darebbe un input all’economia dall’altro punto di vista c’è che velocizzare troppo i tempi porterà a peggiorare la situazione.

Socialmente, non si può più andare avanti così: “Una volta che hai protetto le persone da gravi malattie e dalla morte, non credo che queste restrizioni draconiane di non poter incontrare la tua famiglia, non vedere i tuoi amici, non vedere i tuoi figli, non vedere i tuoi genitori, non visitare le persone nelle case di cura , non credo siano più giustificabili”, dichiara Harper a Times Radio.

La Gran Bretagna è stata la prima ad autorizzare i vaccini per il Covid-19

Israele 73%, le Seychelles, 53%, e gli Emirati Arabi Uniti, 51% ecco la percentuale di persone che hanno ricevuto una dose, gli USA sono al 15%.

Secondo la ricerca effettuata dalla New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group, pubblicata sul sito del Governo, si basa sulla differenza fra la variante Kent e le altre, David Strain, docente presso l’Università di Exeter Medical School e leader clinico per COVID presso il Royal Devon & Exeter Hospital è però ancora preoccupato:
“La maggiore trasmissibilità significa che le persone che prima erano a basso rischio di contrarre la COVID, in particolare le donne più giovani e in forma, ora la stanno prendendo e finiscono in ospedale. Questo è evidenziato dalle ultime cifre di ospedalizzazione che ora suggeriscono un rapporto di quasi 50:50 tra maschi e femmine, mentre durante la prima ondata questo era prevalentemente maschile”.

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