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Gli analisti di Credit Suisse hanno fatto il punto oggi sulle major energetiche europee aumentando in media del 4% circa i prezzi obiettivi anche alla luce della revisione al rialzo delle previsioni sui prezzi del petrolio. Ieri la casa d’affari elvetica ha rivisto le sue previsioni sui prezzi di petrolio: il Brent è ora atteso a 59 dollari al barile (precedente stima era $ 50) nel 202, manteniamo invariata la stima a lungo termine a $ 60 L barile. Revisione dettata da una migliore politica OPEC+ ( grazie all’Arabia Saudita) che nel breve termine aiuta a normalizzare le scorte entro la fine dell’anno, mentre la debolezza del dollaro USA fornisce un ulteriore supporto.

I titoli oil preferiti da Credit Suisse sono BP (outperform con tp a 380p) dopo la sottoperformance del 2020, Equinor (outperform, tp a 230 nok) e OMV (outperform con tp a 47,5 euro).

Ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su Eni che passa da 10 a 10,50 euro (il 20% circa sopra i valori attuali), su cui la raccomandazione rimane underperform. Sul gruppo del Cane a sei zampe, Credit Suisse asserisce che è noto per le sue capacità esplorative, ma non per gestire una catena del valore integrata. “Alcune delle sue attività sono in gran parte disintegrate, e si sta così lavorando per creare un portafoglio che nel tempo porterà il beneficio di integrazione. Siamo nelle prime fasi di questo viaggio (e la nuova struttura organizzativa contribuirà a facilitare questo), ed Eni ha ancora molto da dimostrare”, rimarca CS nella parte del report dedicata a ENI.





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