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Gennaio 2020 sarà da cancellare per l’industria dei fondi comuni.  La raccolta è da profondo rosso: -4,7 miliardi. Il patrimonio totale dell’industria è aumentato toccando cifre monster di 2.321 miliardi segnando un nuovo record. Assogestioni ha messo sotto la lente di ingrandimento le azioni svolte dalle società che fanno parte dell’associazione. Un dato sicuramente indicativo che mostra come gennaio è da dimenticare per i fondi comuni.

Perché c’è stato questo crollo si chiedono in molti

Un inizio anno contrassegnato dal dato negativo delle GP registrato per il trasferimento da parte di Credem di un mandato di gestione infragruppo delle polizze assicurative Unit Linked da Euromobiliare AM Sgr a Credemvita.  Assogestioni, infatti da gennaio non ha più attenzionato circa 3 miliardi di euro riferibili a queste partite finanziarie. A livello globale è stato registrata una diminuzione del patrimonio gestito e come raccolta netta negativa.

Può sembrare strano ma l’impatto non è indifferente anche perchè in termini di patrimonio totale le Gp pesano a gennaio per poco più della metà.

I fondi comuni accusano deflussi importanti ( – 2,3 mld) con i fondi flessibili che totalizzano deflussi per 2 miliardi circa, seguiti dai monetari (-694 milioni), gli hedge (-136 milioni ) e gli azionari (- 116 milioni) . Positivo il bilancio per i bilanciati (+ 649 milioni) e gli obbligazionari (+ 8 milioni).

Sguardo all’intero comparto

Come finirà tra Gruppo Intesa Sanpaolo e il Gruppo Ubi Banca segnerà dei riflessi anche sull’industria dei fondi comuni. Nel caso in cui l’operazione avrà effettivamente un seguito positivo, il quadro generale subirà uno stravolgimento. Eurizon, Fideuram e Pramerica totalizzerebbero un patrimonio sul risparmio gestito di circa 500 miliardi per una quota di mercato ben superiore al 20 per cento. Si darebbe vita ad un campione nazionale sul risparmio gestito di cui si parla da tempo con la fusione delle Sgr dei due gruppi.

Gennaio da dimenticare

Purtroppo il primo mese dell’anno è stato catastrofico. Le società che gravitano nel settore incrociano le dita e sperano in un futuro migliore per i fondi comuni. A finire in rosso il Gruppo Generali , primo gruppo in termini di patrimonio che chiude il mese con deflussi e sulla stessa scia anche il Gruppo Intesa Sanpaolo (MIL:ISP).



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