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I medici del Polo Unico Inps sono tenuti ad effettuare visite fiscali nel caso in cui lavoratori pubblici o privati si assentino per malattia. Si tratta di controlli medici tesi a accertare che il dipendente versi in condizioni di saluti tali da non consentirgli l’attività lavorativa. La visita fiscale viene richiesta dall’Inps e dai datori di lavoro pubblici o privati che siano. Occorre conoscere nel dettaglio gli orari delle visite fiscali e operare un distinguo fra i dipendenti pubblici e privati. Ciò perché esiste una linea di demarcazione fra le fasce orarie di reperibilità degli uni e degli altri. Ne consegue che vigono regole diverse cui attenersi a seconda che si eserciti la professione di docente, poliziotto o di metalmeccanici e addetti alle vendite.

Gli orari di reperibilità per i dipendenti pubblici

Gli orari delle visite fiscali seguono i dettami della normativa risalente al 13 gennaio 2019. Entrato in vigore dopo la Riforma Madia, il Nuovo Testo Unico per il Pubblico Impiego mira a risanare la piaga dell’assenteismo. Molti professionisti statali hanno adottato il malcostume di richiedere permessi di malattia in prossimità del fine settimana o a cavallo di ponti e festività. Ciò al fine di pianificare vacanze e viaggi di più lunga durata. Il fenomeno delle false malattie è passato sotto il controllo dell’Inps.

Le Asl competenti hanno ceduto al Polo unico visite fiscali Inps l’accertamento dell’effettivo stato di salute del dipendente statale. Il Nuovo Testo Unico ha lasciato invariati gli orari delle visite fiscali nel 2020 per i dipendenti pubblici. Si tratta di un totale di 7 ore giornaliere suddivise fra mattina e pomeriggio. Gli orari delle visite fiscali mattutine vanno dalle 9:00 alle 13.00, quelli pomeridiani dalle 15:00 alle 18:00. Sono stati invece ritoccati i criteri di esclusione dall’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie.

Esclusi dall’obbligo di reperibilità

Il Nuovo Testo Unico ha provveduto a rivedere i criteri di esclusione dall’obbligo di reperibilità negli orari delle visite fiscali. Ha esonerato dal vincolo della reperibilità i lavoratori che necessitino di terapie salvavita e con stati patologici legati ad una condizione di invalidità del 67%.

Misure sanzionatorie

Cosa accade nel caso in cui il dipendente non risulti reperibile all’indirizzo comunicato al medico Inps incaricato di certificare lo stato di salute? Il medico del Polo Unico comunica all’Inps e al datore di lavoro l’assenza del dipendente negli orari delle visite fiscali. Nella cassetta delle lettere il dipendete troverà un invito a presentarsi all’Ufficio medico legale per giustificare l’assenza. Nell’evenienza in cui il dipendete non riuscisse a giustificare l’assenza negli orari delle visite fiscali scatta il licenziamento. Se si produce un certificato medico falso o dichiarante una fasulla condizione di malattia si è puniti con il licenziamento senza preavviso. Il licenziamento con preavviso è previsto invece in caso di assenze non giustificate per un totale di 3 giorni nell’arco di due anni o di 7 giorni in un decennio.

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