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MILANO – Un colpo di coda nel dicembre dell’anno scorso, probabilmente grazie all’allentamento delle misure restrittive, allo shopping natalizio e anche al cashback, che però non basta per riportare a galla il bilancio dell’anno. “Nel complesso del 2020 le vendite al dettaglio sono state fortemente influenzate dall’emergenza sanitaria, che ha determinato una flessione annua del 5,4%, con una forte eterogeneità dei risultati sia per settore merceologico, sia per forma distributiva”, dice l’Istat nel tirare le somme sull’andamento del commercio. “Il comparto non alimentare ha subito una pesante caduta, anche a causa delle chiusure degli esercizi disposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria, mentre il settore alimentare ha segnato un risultato positivo”, commentano gli statistici. “Hanno registrato un marcato calo delle vendite nel 2020 sia le imprese operanti su piccole superfici, sia le vendite al di fuori dei negozi. La grande distribuzione ha risentito negativamente dall’andamento del comparto non alimentare. L’unica forma distributiva a segnare una forte crescita è stata il commercio elettronico” che è balzato di un terzo con un +34,6%.

Nel dettaglio del solo mese di dicembre, l’Istituto ha stimato un aumento delle vendite al dettaglio rispetto a novembre del 2,5% sia in valore sia in volume. “Crescono marcatamente le vendite dei beni non alimentari (+4,8% in valore e +4,5% in volume) mentre sono quasi stazionarie le vendite dei beni alimentari (+0,1% in valore e +0,2% in volume)”.

Su base tendenziale, cioè rispetto al dicembre 2019, il saldo resta comunque negativo per oltre 3 punti percentuali, sia in valore che volume. La dinamica annua premiai beni alimentari (+6,6% in valore e +5,7% in volume) e mostra una caduta per i beni non alimentari (-9,4% in valore e -9,5% in volume). “Per quanto riguarda i beni non alimentari – dettaglia l’Istituto – si registrano variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+15,3%), Utensileria per la casa e ferramenta (+2,3%) e Mobili, articoli tessili e arredamento (+0,5%). Le flessioni più marcate riguardano Abbigliamento e pellicceria (-23,4%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-14,6%)”.

Venendo alle tipologie di esercizi, “rispetto a dicembre 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-2,5%), sia per le imprese operanti su piccole superfici (-6,6%). Le vendite al di fuori dei negozi calano del 12,3% mentre il commercio elettronico è in forte aumento (+33,8%)”.



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