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© Reuters.

Di Mauro Speranza

Investing.com – Prosegue la ricerca di un sostituto di Jean Pierre Mustier alla carica di CEO di Unicredit (MI:), decisione che si intreccia fortemente con le scelte future della banca milanese, in particolare in relazione alla fusione con Monte dei Paschi di Siena (MI:).

Ad assistere Unicredit nella scelta dei canditati è stato assunto Spencer Stuart, impegnato nel sondare i candidati.

La banca senese ha presentato il nuovo piano industriale in ottica standalone, ma resta in attesa di verificare l’interesse ad una operazione di M&A da parte di altri gruppi.

In questo contesto, il Mef guidato da Roberto Gualtieri insiste per il coinvolgimento di Unicredit, ma la banca milanese potrebbe fare altre scelte.

Un’operazione Unicredit/Mps vede la resistenza di alcuni soci Unicredit come Leonardo Del Vecchio, negli ultimi giorni protagonista di dichiarazioni apertamente.

Orcel e la strategia anti Mps

Tra i nomi in lizza per il ruolo di CEO di Unicredit c’è l’ex Ubs Andrea Orcel, oltre al Direttore generale di Fincantieri (MI:), Fabio Gallia e il co-Direttore generale di Unicredit, Carlo Vivaldi, l’unico interno che corre per la posizione di ceo. 

Proprio Orcel, considerato tra i banchieri più esperti di finanza internazionale, sta ottenendo il sostegno di Del Vecchio, oltre alla Fondazione CariVerona, suggerendo che la nomina dell’ex Ubs potrebbe indicare un cambio di direzione da parte di Unicredit rispetto alla volontà del governo.

Secondo Forbes, il nome di Orcel sta prendendo sempre più piede, soprattutto dopo la notizia del possibile accordo con Santander (MC:), con il quale è in corso un braccio di ferro dopo che gli spagnoli “si erano rifiutati di onorare lo stipendio concordato con Ana Botìn, pari a 50 milioni di euro, forse qualcosa in più di quel che guadagna Ronaldo”.

A quel punto, Orcel ha intentato una causa da 112 milioni di euro, mentre il Santander gli deve qualcosa, “perché proprio grazie a Orcel il papà di Ana riuscì a vendere Banca Antonveneta al Monte dei Paschi per 9 miliardi cash, più altri 7 miliardi di debiti, prima dello scoppio della crisi del 2007-2008”.

L’udienza a Madrid si terrà il 10 marzo, mentre Unicredit sembrerebbe voler chiudere la ‘partita’ del nuovo CEO un mese prima.

Il CR7 dei banchieri

Andrea Orcel è stato definito il “Cristiano Ronaldo dei banchieri”, spiega Forbes. Classe 1963, romano di nascita ma cittadino del mondo, gli viene attribuita una fama da ‘duro’ nei confronti dei dipendenti.

Nel 2013, infatti, dopo la morte di un assistente di Bank of America (NYSE:) a causa dell’eccesso di lavoro, ma di fronte ad un appello internazionale per introdurre dei limiti d’orario per i banchieri junior, Orcel risposte che quella del banchiere “non è una vocazione per tutti”.

Il Financial Times ha rimarcato questa sua dedizione forse eccessiva: “Non ci vuole molto perché si metta a gridare improperi, rivelando il suo carattere italiano”.

Unicredit e il vortice di eventi

“Vediamo Unicredit al centro di un vortice di eventi”, spiegano da Mediobanca (MI:) Securities: “la selezione del nuovo ceo, il rinnovo del board, la ridefinizione della strategia, eventuale M&A, gestione della pandemia e potenziale crisi di governo in Italia”.

La banca ha declassato il titolo Unicredit a underweight a seguito dell’annuncio dell’uscita di Mustier dello scorso mese

“Vediamo l’identificazione del nuovo ceo come prerequisito per dispiegare tutti gli altri nodi e ridefinire il caso di investimento del titolo”, aggiungono questi esperti.

Mediobanca mantiene la sua posizione short su Unicredit per il mese di gennaio a causa dei negativi dati sul Covid 19, a cui si aggiungono la crisi politica in Italia e appunto la partita per il nuovo CEO.





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