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© Reuters. Il nodo degli impianti sciistici chiusi in Europa. Ultima chiamata per riaprire

Forse in Francia si potrà tornare presto sulle piste da sci. Entro fine settimana il ministro dell’economia Bruno Le Maire annuncerà la decisione presa in merito agli impianti dopo la consueta riunione di gabinetto. Pur con norme molto rigide. Intanto il Paese si dice favorevole a stretti controlli sanitari all’interno dei confini europei per far fronte al pericolo della variante Covid-19.

“La situazione è sempre molto fragile, di emergenza, ha dichiarato Gabriel Attal, il portavoce del governo francese. In queste condizioni, diversi paesi vicini, come la Germania e l’Italia, hanno deciso di tenere chiuse le loro stazioni sciistiche almeno fino al 15 febbraio.”

“Noi di fatto siamo aperti, dopo l’ultimo DPCM del governo Conte, ma i turisti non possono venire da noi ed usufruire dei nostri servizi. Aperti ma senza bonus ristori, quindi doppio danno.”

Denis Zaccaria

Istruttore di sci

Le autorità avevano annunciato una riapertura degli impianti il 18 gennaio, ma visti i numeri dei contagi e dei positivi, hanno rimandato per la pausa della diffusione del virus specie nei resort e negli hotel. Il governo italiano ha rimandato a metà febbraio la possibilità di aprire gli impianti di risalita. Provocando malumore e sconcerto tra chi lavora nel settore. Denis Zaccaria, istruttore di sci ci spiega: “Noi di fatto siamo aperti, dopo l’ultimo DPCM del governo Conte, ma i turisti non possono venire da noi ed usufruire dei nostri servizi. Aperti ma senza bonus ristori. Non abbiamo clienti e quindi per noi il danno è doppio.”

In tutta Europa la situazione è la stessa. Impianti chiusi ovunque tranne che in Austria e Slovenia. Ma con protocolli molto rigidi. Per gli amanti dello sci c’è l’obbligo di indossare mascherine Ffp2 mentre si trovano in funivia, restano invece off-limits i rifugi, nonostante la decisione di alcune baite di offrire cibo d’asporto. Insomma sciare distanziati e poi tutti a casa.

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