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In un recente approfondimento, la Redazione di ProiezionidiBorsa aveva lanciato un allarme. Nei prossimi mesi potrebbero arrivare imposte patrimoniali a danno dei cittadini che pagano regolarmente le tasse. Nuove tasse che colpirebbero immobili e conti correnti regolarmente denunciati. Ovvero il patrimonio delle famiglie che, dopo aver saldato il Fisco, riescono a mettere da parte qualche risparmio.

A pagare sarebbero, quindi, sempre i soliti cittadini onesti che un tempo costituivano la classe media. Una fascia sociale in via d’estinzione a causa di un Fisco percepito sempre più pressante. Solo la metà degli italiani presenta infatti una dichiarazione dei redditi che comporta il pagamento di imposte. Di conseguenza, l’intera spesa pubblica del Paese resta sulle spalle di un cittadino su due. Questa situazione, per quanto insostenibile, apparirebbe corretta se davvero la metà degli italiani vivesse in povertà. Le cose sembrano, però, andare in modo molto diverso, ecco il paradosso che smaschera definitivamente gli evasori in Italia.

Gli indicatori di ricchezza

Secondo recenti dati forniti dalle motorizzazioni civili, in Italia circolano oltre 38 milioni di autoveicoli. Inoltre, anche negli anni di maggior crisi le nuove immatricolazioni superano di gran lunga il milione. Come è possibile tutto ciò, se meno di 30 milioni di italiani dichiarano un reddito superiore alla soglia di povertà? I costi di un’auto vanno, infatti, ben oltre al prezzo d’acquisto. Bollo, assicurazione, manutenzione, pneumatici e benzina incidono per centinaia se non migliaia di euro all’anno. Una vettura media costa infatti non meno di 15.000 euro cui si aggiungono circa 150 euro di bollo e 300 di assicurazione. Le gomme invernali hanno un costo di almeno 400 euro ed un tagliando comporta un esborso non inferiore a 200 euro. A questo si aggiungono i costi di benzina ed autostrada che sono tra i più cari d’Europa. Insomma, possedere un’auto costa molto e richiede redditi adeguati.

Il paradosso che smaschera definitivamente gli evasori in Italia

Sulla base dei dati a disposizione e calcolando di finanziare l’acquisto a cinque anni, possedere un’auto costa oltre 4.000 euro all’anno. Senza contare i costi variabili di benzina e pedaggi autostradali.

Per almeno il 50% degli italiani sembra un esborso davvero insostenibile, visto che le dichiarazioni non superano la no tax area. Ovvero circa 8.000 euro annui per i dipendenti e circa la metà per gli autonomi. Come si conciliano quindi i redditi dichiarati ed il numero di veicoli in circolazione? Ecco il paradosso che smaschera definitivamente gli evasori in Italia. A danno dei pochi che pagano le tasse e che sembra ne pagheranno sempre di più. Un circolo vizioso che il Fisco potrebbe interrompere semplicemente analizzando i beni posseduti da parte di chi dichiara redditi bassi. Le conseguenze di questo malcostume diffuso sono gravi e possono compromettere il futuro di tutti i cittadini.



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