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(Teleborsa) – Giù le immatricolazioni di auto a dicembre 2020. Secondo i dati pubblicati dal MIT, la Motorizzazione ha immatricolato 119.454 autovetture, con una variazione pari a -14,95% rispetto a dicembre 2019, durante il quale ne furono immatricolate 140.448. Il calo segue quello di novembre (-8,24%).

Nello stesso periodo di dicembre 2020 sono stati registrati 276.665 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione pari a -13,76% rispetto a dicembre 2019, durante il quale ne furono registrati 320.799 passaggi. A novembre si era registrato un -12,07%.

Nel mese di dicembre 2020 il volume globale delle vendite (396.119 autovetture) ha dunque interessato per il 30,16% auto nuove e per il 69,84% auto usate.

Nei 12 mesi gennaio-dicembre, la Motorizzazione ha in totale immatricolato 1.381.496 autovetture, con una variazione di -27,93% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i trasferimenti di proprietà di auto usate sono stati 3.018.301, con una variazione di -27,89%.

La Fiat Chrysler Automobiles ha immatricolato a dicembre 31.370 auto, con un aumento dell’1,1% rispetto a dicembre del 2019 ed una quota di mercato in crescita al 26,3% dal 22,1% di un anno fa. Il 2020 si chiude però con un pesante calo del 26,76% a 331.100 vetture ed una quota in aumento al 24%.

ANFIA, che rappresenta le case automobilistiche nazionali, UNRAE, in rappresentanza di quelle estere, e Federauto, che si fa portavoce dei concessionari, hanno ricordato che questi numeri sono da attribuire anche all’esaurimento degli incentivi ed hanno commentato positivamente le nuove misure di sostegno al rinnovo del parco circolante con vetture meno inquinanti e più sicure.

“Guardiamo al 2021 con fiducia, grazie alle misure entrate in vigore con l’inizio del nuovo anno, su cui c’è stata intesa tra tutte le forze
politiche”, ha commentato o il Presidente di ANFIA Paolo Scudieri, dicendosi sicuro che gli incentivi “favoriranno la ripartenza della produzione industriale di autoveicoli e componenti a beneficio dell’intera filiera automotive, con ricadute positive sui livelli occupazionali e sugli investimenti per la transizione green e digitale”.

Il Presidente di UNRAE Michele Crisci ha commentato il rinnovo degli incentivi pubblici, sottolineando che “si tratta di un investimento i cui benefici vanno a vantaggio dell’occupazione, dell’ambiente e di uno dei settori industriali che più contribuisce al PIL del Paese. È un grande risultato per il quale abbiamo lavorato con convinzione in questi mesi, ottenendo l’approvazione unanime del Parlamento che ha compreso la rilevanza economica del settore”.

Secondo Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, “il lavoro da fare non è certamente esaurit perché il Recovery fund sarà la sfida in cui il nostro impegno comune sarà ancora determinante per trasformare l’incertezza in nuove opportunità di crescita del mercato”.





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