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MILANO – Le possibili difficoltà finanziarie del gruppo Suning, proprietario dell’Inter, continuano a fare discutere. Dopo che negli ultimi giorni si sono rincorse voci, smentite seccamente dagli interessati, della possibile ricerca di nuovi acquirenti per cedere la quota di controllo dei nerazzurri, emergono nuovi dettagli sulle ultime mosse finanziare del colosso cinese.

A dicembre – come raccontato dai media locali all’inizio del mese scorso e riportato ancora oggi dal Corriere della Sera – la famiglia Zhang, proprietaria di Suning, insieme alla loro società Nanjing Runxian avrebbe dato in pegno alla Taobao, una controllata del gruppo Alibaba guidato da Jack Ma, il 100% di Suning Holdings Group, la società che include – tra le altre – anche la quota di controllo della squadra guidata da Antonio Conte, per un valore totale di un miliardo di yuan, circa 130 milioni di euro. Dell’operazione, pubblica sul database dell’Agenzia di informazioni creditizie cinese, non è però nota la contropartita ottenuta da Suning a fronte della garanzia.

Nessun mistero però secondo i proprietari dell’Inter: “Il pegno azionario è una normale cooperazione d’affari che non alcun impatto materiale sullo sviluppo strategico e sulle operazione di Suning.com”, aveva spiegato un portavoce di Suning il mese scorso.

Gli intrecci tra Suning e Alibaba non finiscono comunque qui. Nel 2015 Alibaba ha investito 28,3 miliardi di yuan, circa 3,56 miliardi di euro attuali, per rilevare il 19,99% di Suning Commerce, cioè Suning.com, che invece è rimasta esclusa dal pegno azionario.

 

 



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