fbpx



MILANO – Più mascherine, più gel igienizzante per le mani, ma anche più calze da casa e più scarpe da trekking, per adeguarsi alle restrizioni all’attività fisica in spazi chiusi puntando quindi su passeggiate e spazi aperte. L’effetto Covid si fa sentire sull nuovo paniere dell’Istat, cioè l’elenco dei beni presi come riferimento per valutare l’andamento dei prezzi. Nel nuovo raggruppamento entrano infatti i dispositivi sanitari individuali divenuti indispensabili in questi mesi, mascherine chirurgiche e mascherine FFP2 ma anche gel igienizzante per le mani,  ma anche su altri beniil cui consumo è cresciuto indirettamente a causa delle limitazioni imposte per contrastare il contagio.

Nel paniere come detto entrano quindi scarpe da ginnastica e Scarpe da trekking, il cui consumo – spiega l’Istat – è cresciuto per via dei vincoli introdotti nello svolgimento delle attività sportive in ambienti chiusi, calzature da casa uomo e donna, il cui consumo è stato “fortemente rilanciato dal maggior tempo passato nella propria abitazione a seguito delle restrizioni introdotte alla mobilità personale per contrastare la pandemia”.

Non sono però le uniche novità di quest’anno: nel nuovo paniere si fa sentire la transizione verso una mobilità più sostenibile, con le ricariche elettriche per le auto o il monopattino elettriche. Tra le new entry spiccano anche gli integratori alimentari, i servizi di posta elettronica certificata, i dispositivi anti-abbandono, la macchina impastatrice e la bottiglia termica. Si aggiungono poi gli scalogni, le interiora o frattaglie e i pomodori da insalata cuore di bue. Nessun prodotto esce invece dal paniere perché, spiega l’Istat,  nessuno mostra “segnali di obsolescenza”.

Un’indagine, quella sui prezzi condotta dall’Istat, che ormai da alcuni anni avviene grazie all’ausilio degli scanner data nella grande distribuzione, cioè direttamente alle casse nella grande distribuzione. Quasi 30 milioni di quotazioni di prezzo di questo tipo vengono registrate ogni mese dall’Istat e utilizzate per stimare l’inflazione. Delle restanti 570mila quotazioni – evidenzia l’istituto – , 390mila sono raccolte sul territorio dagli uffici comunali di statistica, oltre 100mila dall’Istat direttamente o tramite fornitori di dati e oltre 80mila dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello sviluppo economico.

Intanto sempre l’Istat oggi ha diffuso i dati preliminari relativi all’andamento dei prezzi a gennaio, con l’inflazione che è tornata positiva. Secondo le stime preliminari, a gennaio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,5% su base mensile e dello 0,2% su base annua (dal -0,2% di dicembre). Un rialzo, evidenzia l’istituto dovuto prevalentemente per l’attenuarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici, sia nella componente regolamentata sia in quella non regolamentata, e, in misura minore per il calo meno pronunciato dei prezzi dei trasporti.



Source link

REGISTRATI ORA
%d bloggers like this: