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I legami sentimentali sono davvero difficili da gestire, soprattutto nel manage quotidiano. Se, poi, insorgono anche altri problemi, quali il tradimento, la questione assume colori, potremmo dire, grigi. Infatti, il tradimento, per chi lo subisce, rappresenta un duro colpo, in quanto mina l’autostima e la fiducia nel rapporto. Inoltre, talvolta, la delusione è tale che il partner tradito può arrivare a soffrire conseguenze psichiche, fino alla depressione. Sicchè, se ciò avviene, gli effetti del tradimento si estendono ben oltre l’occasionale infedeltà dell’altro, ripercuotendosi sulla salute del tradito. Si pensi che proprio quella in discorso, è tra le maggiori cause di separazioni e divorzi, quindi della crisi delle famiglie italiane.

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In particolare, il tradimento può pregiudicare la vita di relazione della vittima, al punto da impedirgli di rifarsi una vita e di instaurare nuove relazioni sentimentali. Il tutto, anche perché in caso di tradimento conclamato, i suoi effetti si estendono alla vita sociale, considerati, anche, i pregiudizi e le conseguenze sulla reputazione dell’interessato. Allora, ci si chiede, in questi casi: “la depressione da tradimento, è risarcibile?”. Al riguardo, possiamo, anzitutto, premettere che non sempre la giurisprudenza riconosce questo danno come risarcibile. Ciò in quanto non è sufficiente la prova del tradimento in sé ad ingenerare il diritto al compenso economico da parte del partner traditore.

Quando il tradimento è risarcibile

Per rispondere alla domanda sul se la depressione da tradimento sia risarcibile, chiariamo che non sempre l’addebito della separazione o del divorzio ne dà diritto. Occorre qualcosa in più.. ma di cosa si tratta? Ebbene, è necessario che il comportamento del traditore abbia integrato un vero e proprio illecito e sia stato tale da cagionare un danno effettivo e dimostrabile. A chiarire questo aspetto, è intervenuta la Cassazione, con sentenza n. 26383 del 2020.

Con essa, si è chiarito che si può chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale da depressione, anche in assenza di addebito della separazione o del divorzio. Tuttavia, il danno subito dalla vittima deve essere particolarmente significativo per essere risarcito. Nella specie, certamente, la depressione integra l’ipotesi di gravità richiesta. Infatti, essa è riconosciuta, ad oggi, come una vera e propria patologia. Inoltre, è importante dimostrare che ci sia un nesso causale tra il tradimento e lo stato di sofferenza psichica del tradito.

Insomma, non è agevole fornire dette prove e occorre che la questione venga valutata in concreto. La situazione in cui versa il tradito, deve implicare una sofferenza che superi la soglia della normale tollerabilità e non deve essere la conseguenza fisiologica della fine del rapporto. In  definitiva, la linea di confine tra la risarcibilità e la non risarcibilità, è data dalla prova. Si tratta, cioè, di fornire una prova del nesso causale e una prova del danno, ossia del fatto che lo stato di sofferenza abbia superato la soglia del fisiologico. Insomma, tutto si gioca sul campo probatorio e processuale, quindi, è consigliabile affidarsi ad un vero re del foro, in questi casi.

 



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