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È inutile negarlo, i cibi vegani hanno avuto un successo enorme negli ultimi anni. La domanda da farsi però è: la moda vegana è finita oppure è semplicemente calato tutto il clamore mediatico che ha accompagnato questo stile di vita? Cosa è accaduto alle aziende quotate che hanno abbracciato questa tendenza? Cerchiamo di capirlo andando per gradi.

Come un po’ tutte le cose, all’inizio sembra esserci stata una sorta di mania vegana, per cui rinunciare alla carne è diventato per molti uno stile di vita. E senza entrare troppo nello specifico, i motivi sono sia nutrizionali ma anche socio-psicologici.

Grafico interesse veganismo

Grafico che mostra l’interesse per il veganismo nel tempo

Col passare del tempo si è capito che mentre in passato alcune compagnie hanno incentrato il business sul vegano puro, oggi conviene cercare una sorta di compromesso. Il consumatore ideale è quello definito “flessibile”, che mangia carne ma vorrebbe anche avere la possibilità di scegliere qualcosa di alternativo. Lo stanno capendo quasi tutte le grandi catene di fast food, come McDonald’s (NYSE:MCD) o Burger King.

Cosa è successo alle aziende che hanno cercato di cavalcare l’onda?

Quest’anno abbiamo assistito all’esplosione di un titolo azionario simbolo della rivoluzione vegan dopo il suo esordio sui mercati. Stiamo parlando di Beyond Meat (NASDAQ:BYND), azienda californiana nata nel 2009 in cui figura anche uno dei fondatori di Twitter (NYSE:TWTR). Il titolo è salito alle cronache mondiali per aver guadagnato dalla sua IPO di inizio maggio circa il 257% fino alla fine di luglio. Poi però le cose sono andate decisamente male e si è parlato addirittura di bolla speculativa.

Grafico del titolo azionario Beyond Meat

Beyond Meat: la moda vegana è finita o è solo in pausa?

Dalla quotazione del suo massimo annuale di 238$, il titolo azionario è sceso agli attuali (chiusura del 13 dicembre) 75.03$.  Una debacle davvero impressionante che tra l’altro quest’anno si allinea ad altre IPO in differenti settori.

Cosa aspettarsi dal titolo per il 2020? Al di là degli aspetti tecnici, il discorso su quest’azienda andrebbe affrontato da un punto di vista delle potenzialità. Il mercato delle carni di origine vegetale ha una stima di crescita annuale del 15% e a livello globale quasi un terzo della popolazione si definisce “flessibile” per quanto riguarda il cibo. Con ciò in mente è chiaro che le potenzialità di Beyond Meat ci sono tutte, fermo restando che necessita di un assestamento e soprattutto dovrà fare i conti con i competitors che al momento sono colossi.



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