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Le scommesse online fanno decollare il PIL e parallelamente alimentano le speranze delle classi meno agiate. A fronte dell’incerta situazione economica italiana, risulta implementato il settore delle scommesse e del gioco online. I dati descrivono un fenomeno in costante evoluzione a conferma della predilezione accordata dagli italiani al gioco. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha reso noto un documento che dà idea del coinvolgimento di un numero sempre crescente di giocatori. Nel “Libro blu per il 2018” pubblicato ad agosto 2019 sono riportati i numeri attestanti il fenomeno. Ammonta a 106,8 miliardi di euro la quantità di denaro destinata al gioco in generale, nello specifico a 31,4 miliardi quella alle giocate online.

Le scommesse online: quanto e dove di scommette

Gli italiani in media spendono poco meno di 1 euro al giorno per giocare in Internet, ovvero l’equivalente dell’1,86% del proprio reddito annuo. L’agenzia di stampa Agimeg informa altresì che le scommesse sportive pesano sul reddito medio dei giocatori italiani nella misura dello 0,1%. Il che corrisponde ad una media di 17 euro a testa nell’arco di un anno. I dati Agimeg attestano inoltre che le Regioni in cui si registra il più elevato numero di giocatori sono la Lombardia, il Lazio e la Campania. Nel 2018 nella zona lombarda sono stati spesi 14,645 miliardi, nel Lazio 7.818 e nella regione campana 7.690. Non sono da meno i giocatori presenti in Emilia Romagna con 6.250 miliardi, il Veneto con 6.227, la Toscana con 4.961 e a seguire le restanti Regioni.

Il PIL ringrazia i giocatori

Il Pil ringrazia i giocatori che, talora affetti da ludopatia, imprimono un moto di accelerazione al sistema economico nazionale. Il report dell’associazione di categoria ACADI ha evidenziato la ricaduta positiva del fenomeno delle scommesse sul PIL del Paese. Il settore del gioco recluta all’incirca 78.000 soggetti e ha generato un indotto che nel 2018 ha totalizzato più di 14 miliardi di euro. L’impatto positivo sull’economia italiana risalta maggiormente se si considera che nell’ultimo ventennio lo stato italiano ha beneficiato di ricavi pari a 158 miliardi.

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