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A vantaggio degli utenti italiani di luce, gas e acqua giunge un utile strumento per risolvere eventuali controversie. Si tratta di un servizio di conciliazione che consentirà di raggiungere un accordo fra le parti in lotta senza dover ricorrere ai canali della giustizia ordinaria. L’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente ha ideato la figura del conciliatore che, dotato di specifiche competenze, fungerà da facilitatore in vista di un’intesa.

Come funziona

Qualora il cliente non dovesse riuscire a superare un problema dopo aver formulato semplice reclamo, potrà richiedere un confronto con l’azienda erogatrice del servizio di luce e gas. Dovranno però trascorrere 40 giorni dall’invio del reclamo all’Acquirente Unico.Il cliente dovrà inoltre dirsi insoddisfatto della risposta ricevuta. A 30 giorni dalla presentazione della richiesta potrà avere luogo il primo incontro con il conciliatore e ciascuna delle parti avrà diritto ad un solo rinvio. Al cliente la scelta di partecipare in prima persona o delegare l’operatore di un’associazione dei consumatori. Corre invece l’obbligo di presenziare all’incontro per i venditori e distributori di energia elettrica e gas e per il Gse, il Gestore dei servizi energetici.

Ai fini di una reciproca soddisfazione, la conciliazione così avviata dovrà presentare condizioni vantaggiose per entrambe le parti. Una volta conseguita l’intesa, si procederà a formalizzare l’accordo che a partire da allora acquisirà valore legale e vincolerà i contraenti. In caso contrario, il conciliatore è tenuto alla compilazione di un verbale che dia notizia del fallito tentativo di intesa. Solo allora l’utente potrà fare appello al dettato del giudice.

Gli esclusi dal servizio conciliazione

Occorre però un distinguo. I fruitori del servizio elettrico e gas non potranno ricorrere direttamente al giudice senza aver dapprima tentato lo scioglimento della controversia tramite il conciliatore. Liberi da tale obbligo invece i clienti del servizio idrico che potranno scegliere o meno il servizio conciliazione. Previste inoltre restrizioni nel ricorso al conciliatore. Non saranno infatti oggetto di conciliazione le controversie relative a procedure di Smart Help, ai soli profili tributari e fiscali e quelle ormai cadute in prescrizione.

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