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(Teleborsa) – Annullata dal Tar del Lazio la delibera del 10 aprile 2017 dell’Agcom che ha imposto a Vivendi di scegliere tra la partecipazione rilevante in Tim e la presenza quasi al 30% in Mediaset. È quanto emerge dal dispositivo della sentenza del tribunale amministrativo pubblicato oggi dopo la camera di consiglio riunitasi lo scorso 16 dicembre.

Secondo quanto stabilito dall’Agcom nell’aprile del 2017, la posizione di Vivendi nel settore delle comunicazioni elettroniche e nel sistema integrato delle comunicazioni, per via delle partecipazioni azionarie detenute in Tim e Mediaset, rappresenta una violazione dell’articolo 43 del Tusmar. Lo scorso 3 settembre la Corte di Giustizia dell’Unione europea aveva però stabilito che le norme di riferimento per quella delibera non fossero conformi al diritto europeo.

“Vivendi – riferisce un portavoce della società – accoglie con soddisfazione la sentenza con cui il Tribunale Amministrativo del Lazio, in applicazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea del settembre 2020, ha annullato la decisione del 2017 dell’Agcom, che aveva di fatto congelato i diritti di Vivendi su Mediaset oltre il 10% del capitale sociale”. La sentenza odierna – prosegue la nota – “ripristina finalmente lo stato di diritto in un processo troppo spesso caratterizzato da un’ingiustificata e aperta ostilità nei confronti degli investimenti effettuati nell’economia italiana da un protagonista europeo di spicco come Vivendi. Siamo soddisfatti che sia stata finalmente raggiunta una pietra miliare in questo caso, i cui sviluppi sono stati troppo spesso sconcertanti. È ora confermato che l’acquisizione di azioni Mediaset da parte di Vivendi non ha violato le leggi italiane sui media; al contrario, le restrizioni imposte a Vivendi erano illegali”.





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