fbpx


Si susseguono le notizie positive riferite agli scambi commerciali, come a voler coprire gli sviluppi sull’impeachment di Trump e mantenere l’attenzione del mercato puntata altrove. Questa volta, Trump e il presidente francese Macron si sono stretti la mano, sospendendo la disputa circa l’imposta sui prodotti digitali ed evitare un’escalation del conflitto sui dazi nell’anno in corso.

Invece, durante la seduta di scambi overnight, l’azionario asiatico è stato oggetto di pesanti vendite. L’improvvisa inversione della propensione al rischio in Asia è stata provocata dalle previsioni al ribasso del FMI circa la crescita economica globale, dal declassamento del rating sovrano di Hong Kong da parte di Moody’s e dal quarto decesso registrato in Cina, che fa crescere le preoccupazioni che la malattia respiratoria altamente contagiosa che si stia diffondendo in Cina possa diventare un problema di più ampia portata, dal momento che centinaia di milioni di turisti cinesi si stanno preparando a viaggiare, in tutta la Cina ma non solo, per le imminenti festività del Capodanno cinese.

I future su FTSE (-0,44%) e (-0,28%) sono negativi e anche i future sull’azionario USA sono scesi dai massimi storici, segnalano che una discreta ondata di vendite sta per abbattersi sulle borse mondiali.

L’oro è avanzato a $1568 all’oncia, yen e titoli del Tesoro USA in rialzo.

L’ è sceso sotto il livello a 110 sulla scia dell’aumento della domanda del bene rifugio yen e del comunicato meno accomodante della Banca del Giappone (BoJ). Alla riunione di oggi, la BoJ non ha modificato la sua politica monetaria, rivedendo tuttavia al rialzo le sue previsioni di crescita; ciò implica che, per il momento, un ulteriore stimolo monetario non è oggetto di discussione.

Il petrolio è arretrato. Il WTI si è consolidato intorno a $58 al barile, segnalando che le apprensioni per l’interruzione delle forniture libiche sono finite rapidamente nel dimenticatoio, mentre permangono maggiori preoccupazioni sul fronte della domanda, considerando che la difficoltà vera in questo mercato è l’affievolirsi della domanda a fronte di petrolio in abbondanza.

L’euro è stato offerto vicino alla soglia a 1,11 contro il dollaro USA, ma la situazione potrebbe cambiare con la pubblicazione di dati economici positivi in Germania sul finire della mattinata. Stando alle previsioni, l’indice ZEW sul sentiment economico potrebbe mostrare un recupero a gennaio, sulla scia della tregua commerciale fra USA e Cina e del lieve miglioramento dei dati economici. Se la previsione sarà confermata, l’umore sui mercati dell’euro potrebbe migliorare, in vista della riunione della Banca Centrale Europea (BCE) in programma giovedì.

Il cable, invece, si è consolidato nei pressi di 1,30 prima della pubblicazione dei dati sul lavoro nel Regno Unito. Nel trimestre conclusosi a novembre, la disoccupazione in Gran Bretagna è rimasta sicuramente invariata al 3,8%, ma le retribuzioni medie potrebbero essere cresciute a un ritmo più lento. Salvo che i dati non riservino grosse sorprese, probabilmente la sterlina s’imbatterà in uno spesso strato di offerte oltre il livello a 1,30, perché si rafforzano sempre di più le aspettative di una Banca d’Inghilterra (BoE) colomba. Stando all’andamento dei future SONIA MPC, la probabilità di un taglio di 25 punti base alla riunione di gennaio è salita al 72%, valore che all’inizio dell’anno era pari allo zero. Questa svolta netta nelle previsioni su ciò che farà la BoE, oltre alla chiusura dei lunghi post-elettorali, potrebbe spingere la sterlina nelle braccia degli orsi. Da una prospettiva tecnica, un movimento sotto 1,2920, che coincide con il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci sul rimbalzo in atto da settembre a dicembre, dovrebbe indicare un’inversione di tendenza nel medio termine per la coppia sterlina/dollaro USA.





Source link

REGISTRATI ORA
TRANSLATE

Submit Your Information & Learn More

%d bloggers like this: