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intervista

L’ad Riccardo Palmisano: «L’offerta giapponese non è speculativa, si tratta di un’operazione pianificata. Occupazione e garanzie di continuità non sono certamente a rischio»

di Matteo Meneghello

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Riccardo Palmisano (Imagoeconomica)

L’ad Riccardo Palmisano: «L’offerta giapponese non è speculativa, si tratta di un’operazione pianificata. Occupazione e garanzie di continuità non sono certamente a rischio»

3′ di lettura

Un’operazione «pianificata, che viene da lontano», che non ha «nulla di ostile o speculativo», e che «è conveniente per tutti», a partire dagli azionisti e dai dipendenti. L’amministratore delegato di Molmed, Riccardo Palmisano, prova a chiarire gli aspetti più controversi dell’opa della giapponese Agc sul gioiello biotech italiano.

Palmisano parte dai fondamentali industriali dell’operazione per sgombrare il campo dalle polemiche, rifiutando in primis di considerare alla stregua di una «spada di Damocle», pendente sull’operazione, la norma sulla golden power varata dal Governo in piena emergenza Covid a tutela degli interessi strategici nazionali.

La preoccupa un’eventuale ingeerenza del Governo, ora che l’operazione è stata lanciata?

«Con una battuta potrei dire che è singolare che un’azienda come MolMed, dopo essere stata scarsamente considerata per 24 anni, diventi di colpo strategica. Sono tranquillo. La norma parla di offerte speculative e ostili, e non è il nostro caso. Inoltre non siamo parte di una filiera italiana, perché il 95% del nostro fatturato è legato all’estero. Mi conforta infine il fatto che la valutazione dovrebbe spettare al Mise: occupazione e garanzie di continuità non sono certamente a rischio con il progetto di Agc».

Il gruppo giapponese è una conglomerata controllato da Mitsubishi, con il core business nel vetro e una divisione attiva nel settore delle scienze della vita, ma lontana dal mercato di MolMed. Qual è la natura di questo progetto?



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