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L’oro ha vissuto l’ultima parte del 2020 a fari spenti, con quotazioni scivolate indietro rispetto ai picchi storici oltre i 2mila dollari toccati a inizio agosto. Una correzione dettata principalmente dai deflussi dagli ETF sul metallo giallo in virtù del clima di ottimismo sui mercati. Questo ha prodotto una divergenza di breve periodo con i tassi reali USA. Tale divergenza a detta di MPS Capital Services sarà solo temporanea e nel 2021 l’oro aggiornerà i massimi storici grazie a tre elementi. I tassi reali resteranno su livelli contenuti pur in un contesto di graduale rialzo dei nominali, grazie a Banche centrali ancora accomodanti. Il secondo è il proseguimento dell’inserimento del metallo nei portafogli istituzionali in ottica di asset allocation alla luce del contesto di tassi bassi/negativi a livello globale. Infine, terzo punto, la crescita importante dell’indebitamento dei governi a causa delle misure di sostegno implementate per contrastare gli effetti collaterali legati al virus. La stima degli analisti della banca senese è che l’oro rivedrà i recenti massimi storici in $ prima e eventualmente nuovi massimi storici in area 2.200, poi.





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